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Il Mujahidino (Fajr al-Islâm...)Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo...
"O figlio mio, assolvi all'orazione, raccomanda le buone consuetudini e proibisci il biasimevole e sopporta con pazienza quello che ti succede: questo il comportamento da tenere in ogni impresa..." (Corano XXXI. Luqmân, 17)
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Nel nome di Allah il sommamente Misericordioso, il Clementissimo
As salamu aleikum wa rahmatullahi wa barakatuhu bambini! Ecco qui un cartone animato con i sottotitoli in italiano, finalmente!!! Buona visione!!!
بسم الله الرحمن الرحيم
Ibn 'Abbas riporta che una volta soggiornò durante la notte come ospite di Maymuna, che era sua zia, e del Profeta (صلى الله عليه وسلم). Essi dormirono sulle loro coperte per lungo ed egli dormì all'estremità, di traverso. Dopo aver dormito tutti un pò di tempo, il Profeta (صلى الله عليه وسلم) si alzò nel pieno della notte per pregare la preghiera tahajjud e Ibn 'Abbas si unì a lui.
Fecero entrambi il wudû ed egli pregò undici rak'at con il Profeta (صلى الله عليه وسلم). poi tornarono entrambi di nuovo a dormire fino all'alba. Bilal chiamò l'adhan e il Profeta (صلى الله عليه وسلم) fece altre due brevi rak'at prima di recarsi in moschea per guidare la preghiera dell'Alba.
Ibn 'Abbas disse che una delle du'à che il Profeta (صلى الله عليه وسلم) fece durante questa notte, fu:
اللَّهُمَّ اجْعَلْ فِي قَلْبِي نُورًا , وَفِي سَمْعِي نُورًا , وَفِي بَصَرِي نُورًا , وَعَنْ يَمِينِي نُورًا , وَعَنْ شِمَالِي نُورًا , وَأَمَامِي نُورًا , وَخَلْفِي نُورًا , وَفَوْقِي نُورًا , وَتَحْتِي نُورًا , وَاجْعَلْ لِي نُورًا أَوْ قَالَ : وَاجْعَلْنِي نُورًا
"O Allah, poni luce nel mio cuore, luce nella mia lingua, luce nel mio udito, luce nel mio sguardo, luce dietro di me, luce davanti a me, luce sulla mia destra, luce sulla mia sinistra, luce sopra di me e luce sotto di me; poni luce nel mio tendine, nella mia carne, nel mio sangue, nei miei capelli e nella mia pelle; poni luce nella mia anima e rendi la luce abbondante per me; fammi luce e concedimi luce."
[hadith preso da Sahih Muslim]
Nel nome di Allah il sommamente Misericordioso, il Clementissimo
As salamu aleikum wa rahmatuLlahi wa barakatuhu. Ecco un altro video con la recitazione del Sacro Corano e i sottotitoli in italiano. Le sure recitate sono Al-Ikhlas (il Puro Monoteismo), Al-Falaq (l'Alba Nascente ), An-Nas (gli Uomini).
Ognuna di queste sure ha una grande importanza, espressa in modo chiaro dal nostro Profeta Muhammad (sallAllahu 'alayhi wa sallam) attraverso i suoi ahadith.
Sura Al-Ikhlas: "Per Colui nella Cui mano è l'anima mia, essa equivale ad un terzo del Corano." [Al-Bukhari]
Sura Al-Falaq e sura An-Nas: "Non vedi che stanotte mi sono stati rivelati dei versetti come non se ne sono mai visti. Essi sono: Di': "Mi rifugio nel Signore dell'Alba Nascente" e Di': "Mi rifugio nel Signore degli uomini''." [Muslim]
Sura Al-Ikhlas, Al-falaq, An-Nas: "Di’: "Egli Allah è Unico" e le due Sure del Rifugio (Al-Falaq e An-Nas) quando arriva la sera e la mattina tre volte (ognuna). Esse saranno sufficienti per te contro ogni cosa." [An-Nasa'i]
بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo
Carissimi bambine e bambini,
assalamu 'alaykum waRahmatullahi Ta'ala waBarakatuHu
Se volete imparare a memoria le invocazioni da recitare dopo le preghiere, inshaAllah cliccate QUA!!!

Nel nome di Allah il sommamente Misericordioso, il Clementissimo
L'importanza dei genitori
Ha narrato Abu Huraira: un uomo andò dal Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam) e chiese: "O Messaggero di Allah, chi tra la gente è più meritevole della mia buona compagnia?" Egli disse: "Tua madre." Egli chiese: "Poi chi?" Egli disse: "Tua madre." Egli chiese: "Poi chi?" Egli disse: "Allora tuo padre." [narrato da Al-Bukhari e Muslim]
Ibn Mas'ud ha detto: ho chiesto al Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi wa sallam): "O Messaggero di Allah, quale azione è più amata da Allah?" Egli ha risposto: "L'esecuzione della preghiera nel suo tempo." Ho detto: "Poi cosa?" Egli ha risposto: "Essere gentili e rispettosi verso i propri genitori." Ho detto: "Poi cosa?" Egli ha risposto: "Il Jihad sulla via di Allah." [narrato da Al-Bukhari e Muslim]
Vostra madre e vostro padre si sono presi cura di voi da quando siete nati. Perciò comportatevi bene nei loro confronti, siate rispettosi, ascoltate ciò che vi dicono e soprattutto...cercate di essere i migliori figli possibili.
Non solo il nostro amato Profeta Muhammad (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha raccomandato un buon atteggiamento verso di loro, ma anche nel Libro di Allah l'Altissimo ci sono numerosi versetti che indicano l'importanza dei genitori.
"Abbiamo imposto all'uomo di trattare bene i suoi genitori: lo portò sua madre di travaglio in travaglio e lo svezzò dopo due anni: “Sii riconoscente a Me e ai tuoi genitori. Il destino ultimo è verso di Me." [sura Luqman, versetto 14]
"Il tuo Signore ha decretato di non adorare altri che Lui e di trattare bene i vostri genitori. Se uno di loro, o entrambi, dovessero invecchiare presso di te, non dir loro “uff!” e non li rimproverare; ma parla loro con rispetto e inclina con bontà, verso di loro, l'ala della tenerezza; e di': “O Signore, sii misericordioso nei loro confronti, come essi lo sono stati nei miei, allevandomi quando ero piccolo." [sura Al-Isra', versetti 23-24]
"Ordinammo all'uomo di trattare bene suo padre e sua madre; e se essi ti vogliono obbligare ad associarMi ciò di cui non hai conoscenza alcuna, non obbedir loro. A Me ritornerete e vi informerò su quello che avete fatto." [sura Al-'Ankabut, versetto 8]
"Di': Venite, vi reciterò quello che il vostro Signore vi ha proibito e cioè: non associateGli alcunché, siate buoni con i genitori, non uccidete i vostri bambini in caso di carestia: il cibo lo provvederemo a voi e a loro." [sura Al-An'am, versetto 151]

Nel nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo
As salamu aleikum wa rahmatu Llahi wa barakatuhu.
Vi propongo questo utilissimo video realizzato dal fratello Ismail (che Allah lo ricompensi), in cui vengono recitate quattro sure in lingua araba con i sottotitoli in lingua italiana, in modo che possiate seguire e comprendere la recitazione. E magari, perchè no, memorizzare una nuova sura...insha Allah!!!
Nel nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo
IL RISPETTO PER IL LAVORO
Il Profeta Muhammad (sallAllahu 'alayhi wa sallam) e i suoi Compagni, partirono per un viaggio su alcuni cammelli.
Dopo molto viaggiare, si ritrovarono ad essere piuttosto stanchi e decisero di accamparsi e cucinare il loro cibo.
Così, misero comodi i loro animali in modo che potessero riposare e mangiare un pò di erba.
Dopodichè, i Compagni decisero di dividere il lavoro tra di loro.
Uno dei Compagni disse: "Io vado ad uccidere un agnello, per la sua carne."
Un altro disse: "Io vado a pulire la terra intorno all'accampamento."
Il terzo disse: "Io vado a cucinare."
Il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) disse: "Io vado a raccogliere della legna per il fuoco."
Tutti i Compagni dissero a gran voce: "No, lo faremo noi al posto tuo!"
Il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) rispose: "So bene che tutti voi fate questo per me, ma non è una buona cosa sedermi senza fare nulla mentre voi lavorate! Io sono il vostro compagno, devo lavorare tanto quanto lavorate voi. Allah non ama qualcuno che si sente superiore ai suoi compagni." Così dicendo, il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) andò a raccogliere la legna per il fuoco.
MORALE: non è una cosa buona sedersi senza fare niente, mentre gli altri intorno a noi stanno lavorando; dovremmo sempre dividere il lavoro con i nostri compagni
da "Bilal's Bedtime Stories"
Nel nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo
As salamu aleikum wa rahmatu Llahi wa barakatuhu!
Bambini...ragazzi...chiamate mamma o papà (o magari tutti e due) e chiedete loro 5 minuti da dedicarvi, insha Allah. Vi propongo un breve cartone animato Islamico, in lingua araba. E' istruttivo è potrà certamente insegnarvi qualcosa di utile, insha Allah.
Allora...buona visione!!!
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo
Una donna ripeteva alcuni pettegolezzi riguardo un vicino di casa. Nel giro di pochi giorni, l’intera comunità venne a conoscenza della storia. La persona in questione rimase profondamente ferita e offesa.
In seguito la donna responsabile della diffusione di questi pettegolezzi, venne a sapere che era tutto falso ciò che aveva raccontato in giro. Rimase veramente molto dispiaciuta di questo e andò da un vecchio saggio per trovare la soluzione al danno che aveva causato.
Egli le disse: “Vai al mercato, prendi un pollo e uccidilo. Poi, sulla via per tornare a casa, spenna le sue piume e lasciale cadere una ad una lungo la strada.”
Sebbene fosse sorpresa da questo consiglio, fece quello che il saggio le aveva detto.
Il giorno dopo egli disse: “Vai e raccogli tutte le piume che hai lasciato ieri sulla strada e portale da me.”
La donna seguì la strada che aveva percorso il giorno prima e con grande sorpresa trovò che il vento aveva soffiato via le piume . Dopo averle cercate per ore, tornò con soltanto tre piume in mano.
Il vecchio saggio le disse: “Vedi, è facile farle cadere ma è impossibile riprenderle. Lo stesso accade con il pettegolezzo. Non è difficile diffondere una dicerìa, ma una volta che lo hai fatto, non potrai cancellare completamente il tuo errore.”
“O credenti, evitate di far troppe illazioni, ché una parte dell'illazione è peccato. Non vi spiate e non sparlate gli uni degli altri. Qualcuno di voi mangerebbe la carne del suo fratello morto? Ne avreste anzi orrore! Temete Allah!” [sura Al-Hujurât, versetto 12]
Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi wa sallam) disse: “Sapete cos’è il pettegolezzo?” I Compagni risposero: “Allah e il Suo Messaggero lo sanno meglio.” Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi wa sallam) disse. “Il pettegolezzo è parlare del proprio fratello in un modo che a lui non piace.” Gli venne detto: “Qual è la tua opinione riguardo questo, se io adesso trovo un difetto nel fratello di cui ho parlato?” Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi wa sallam) rispose: “Se veramente c’è un difetto in lui, come tu affermi, allora effettivamente stai facendo un pettegolezzo su di lui; se invece non trovi questo difetto in lui, questa è una calunnia.” [hadith riportato da Muslim]
Nel nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo
AS SALAMU ALEIKUM, il saluto di pace
Abdullah ibn Umar ibn al-Khattab, il figlio di Umar ibn al-Khattab (radiAllahu anhu), amava trasmettere il salam (il saluto di pace) alle persone.
Egli aveva visto l’amato Profeta (sallAllahu ‘alayhi wa sallam) dare il salam a tutti: giovani e anziani, ricchi e poveri; egli dava il salam anche ai bambini che giocavano lungo la strada.
Abdullah amava molto il Profeta e amava fare esattamente tutto ciò che il Profeta stesso faceva. Quindi comunicava il suo salam ad ogni persona che incontrava.
Un tempo Abdullah cominciò ad andare al mercato ogni giorno, girando intorno ai diversi bazar dove gli altri Musulmani vendevano le loro cose. Ma anche se egli andava ogni giorno, non comprava nulla. Allora, cosa andava a fare al mercato ogni giorno?
Abdullah comunicava i suoi salam! Egli salutava i negozianti e gli uomini lungo la strada, salutava la gente seduta e quella in piedi. Salutava ogni persona che incontrava, alta o bassa.
Qualcuno notò questa cosa e domandò ad Abdullah perché andasse al mercato ogni giorno senza comprare nulla: “Tu vieni quotidianamente al bazar senza mancare mai, ma non compri né vendi né contratti il prezzo di nulla. Non giri tra i negozi, non chiacchieri oziosamente con i negozianti. Invece passi sempre dal bazar e te ne vai di nuovo senza fermarti da nessuna parte. Perché fai questo?”
“Io vengo al bazar per offrire il salam alla gente!” rispose Abdullah “Non per fare acquisti!”
Ricordiamo la parola di Allah l’Altissimo e quella del nostro amato Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi wa sallam):
“Se vi si saluta, rispondete con un saluto migliore o comunque rispondete.” (sura An-Nisa’, 86)
“La persona a cavallo dovrebbe salutare quella a piedi, e la persona a piedi dovrebbe salutare quella seduta, e il piccolo gruppo dovrebbe salutare quello più grande, e il giovane salutare l’anziano.” (hadith trasmesso da Imam Al-Bukhari)
بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo
Il ragazzo che gridava "al lupo!"
Una volta Abdullah venne mandato a fare la guardia alle pecore di suo padre, fuori dal villaggio.
Un giorno cominciò a gridare: "Aiuto! Il lupo sta uccidendo le pecore!"
Gli abitanti del villaggio accorsero in suo aiuto, armati di bastoni. Quando arrivarono, si guardarono intorno ma non videro nessun lupo; trovarono soltanto Abdullah che rideva.
La settimana dopo, il ragazzo gridò di nuovo: "Il lupo, il lupo!" e gli abitanti del villaggio accorsero da lui, ma era di nuovo uno scherzo.
Poi un giorno accadde che un vero lupo attaccò le sue pecore e Abdullah gridò: "Aiuto! Il lupo è qui!"
Ma quella volta, nessuno corse ad aiutarlo.
Aveva detto troppe bugie e così, anche se stava dicendo la verità, nessuno gli credeva.
La ragazza che rompeva le sue promesse
Maryam aveva un'amica di nome Latifa, che non manteneva mai le sue promesse.
Capitava che prometteva di fare qualcosa, e poi non la faceva.
Un giorno Maryam confidò un segreto a Latifa e lei promise di non rivelarlo a nessuno.
Il giorno dopo, tutti sapevano il segreto di Maryam. Latifa non aveva mantenuto la sua promessa e da qual giorno Maryam non si fidava più di lei.
Latifa non riusciva a mantenere le sua amicizie a lungo, proprio perchè rompeva le sue promesse. Presto, si ritrovò da sola.
LA LEZIONE DA IMPARARE DA QUESTE DUE STORIE:
E' molto importante dire la verità e mantenere le promesse. A nessuno piacciono i bugiardi. E nessuno si fida di una persona che rompe le sue promesse.
I bugiardi e gli inaffidabili, si ritrovano presto a non avere amici.
L'ESEMPIO DEL PROFETA MUHAMMAD (sallAllahu 'alayhi wa sallam):
Il nostro Profeta era una persona molto sincera e affidabile; anche prima di essere chiamato da Allah come Suo Messaggero, egli era amato per il suo carattere onesto. La gente lo chiamava anche "Al-Amin", che significa "L'Affidabile" e "As-Sadiq" che significa "Il Sincero".
Il Profeta (sallAllahu 'alayhi wa sallam) ha detto:
"Se qualcuno è contento di amare Allah e il Suo Messaggero, dovrebbe parlare la verità quando dice qualcosa e portare avanti la sua verità, quando egli è in una posizione di verità."
QUELLO CHE DICE ALLAH L'ALTISSIMO NEL CORANO:
"E non avvolgete la verità di menzogna e non nascondete la verità ora che la conoscete." (sura Al-Baqara, versetto 42)
"O voi che credete, rispettate gli impegni." (sura Al-Ma'ida, versetto 1)
"O credenti, perchè dite quello che non fate? Presso Allah è grandemente odioso che diciate quello che non fate." (sura As-Saff, versetti 2-3)
Un Musulmano deve fermarsi dal dire bugie. Una bugia porta spesso a delle altre. Prima o dopo, quando la verità viene scoperta, l'unico ad essere veramente danneggiato è il bugiardo stesso.
Un Musulmano deve assicurarsi che ogni volta che fa una promessa, la manterrà secondo tutte le sue possibilità. Solo allora gli altri lo rispetteranno e avranno fiducia delle sue parole.
Abbiamo imparato che un vero Musulmano NON dice bugie e NON rompe le sue promesse.
Dicendo la verità e mantenendo le promesse, si guadagna l'amore di Allah l'Altissimo e il rispetto degli altri.
بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

Le api

Oggi Amina non si sente molto bene. Ha beccato il raffreddore e tossisce.La mamma le dice : "Quello di cui hai bisogno è una buona bevanda calda con il miele. Andiamo a comprare del miele, e vedrai che la tua tosse migliorerà se Allah vuole. "
Amina e la mamma vanno al supermercato. Si fermano di fronte allo scaffale dove si trova il miele.
"Oh,Mamma, ce ne sono di diversi colori!"Amina sussurra eccitata. "Guarda,questo miele è quasi bianco, e questo è dorato, e quello laggiù è sul marrone"
"Si, Amina", risponde la mamma." Sono diversi tipi di miele. C'è miele di trifoglio, miele di lavanda, miele di eucalypto…. e miele millefiori ".
"Ma allora, il miele proviene dai fiori?" domanda Amina.
"Ma dai, lo sai che non è cosi!" Risponde la mamma. "Lo sai che le api fanno il miele (Le api volano) da fiore in fiore per raccogliere una polvere buonissima chiamata polline e un liquido chiamato nettare.E poi fanno il miele con i loro corpi. E dato che ci sono tanti tipi di fiori di diversi colori e odori, questo fa si che ci siano diversi tipi di miele. Se le api sono state solo su fiori di trifoglio, allora fanno miele di trifoglio, che è quasi bianco, come quello in questo barattolo.
Se le api sono state sui fiori di lavanda, come al sud della Francia, allora si avrà questo bel colore dorato. E se le api vanno su diversi tipi di fiori selvatici,allora producono miele millefiori."Amina chiede: "E di che colore è il miele millefiori?"
"Beh, dipende dai fiori!" Risponde la mamma. "Guarda, il miele in questo barattolo è giallo, questo è sul marrone, ed entrambi sono miele millefiori."
Amina pensa per un po' e poi chiede : " Ma, chi ha insegnato alle api a fare il miele ? "
"Allah –gloria a Lui l`Altissimo- ha insegnato loro, tesoro", spiega la mamma. “Quando le api fanno il miele, obbediscono ad Allah.
Lo sai che Allah ci parla delle api nel Corano ? Ascolta cosa Egli dice
E poi la mamma di Amina recita per lei i versetti della sura intitolata : "An-Nahel" (le api)
<Ed il tuo Signore ispiro' alle api: "Dimorate nelle montagne, negli alberi e negli edifici degli uomini'. Cibatevi di tutti i frutti e vivete nei sentieri che vi ha tracciato il vostro Signore. Scaturisce dai loro ventri un liquido dai diversi colori, in cui c'è guarigione per gli uomini. Ecco un segno per gente che riflette." >

Jazakumullahu khayran alle sorelle che si occupano di questo bel sito, che Allah vi guidi, vi benedica e vi ricompensi per ilo vostro sforzo,
âmîn!
بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo
La gente del Fossato
Spesso nel Corano, Allah menziona eventi accaduti a popoli vissuti nei tempi antichi. Uno di questi popoli é comunemente conosciuto come "il popolo del fossato".E' ad esso che si riferiscono i seguenti versetti del Corano, dalla sura delle Costellazioni:
"Sia maledetta la gente del Fossato dal fuoco incessantemente attizzato, quando stavano seduti accanto ad esso, testimoni di quel che facevano i credenti. E non li tormentavano che per aver creduto in Allah, il Potente, il Degno di lode, Colui al quale appartiene la sovranità dei cieli e della terra. Allah è testimone di ogni cosa. In verità coloro che perseguitano i credenti e le credenti e poi non se ne pentono, avranno il castigo dell'Inferno e il castigo dell'Incendio." [85:4-10]
Ulteriori dettagli riguardo alla gente del Fossato e alle spiegazioni di questi versetti possono essere trovati nel seguente detto del Profeta (pace e benedizioni su di lui).
Disse: tra la gente che vi precedette, ci fu un re che aveva un mago. Quando il mago diventò vecchio, disse al re: "sono diventato vecchio; portami un ragazzo, cosicché io possa insegnargli la magia". Così il re gli mandò un ragazzo per insegnargli la magia.
Mentre si recava dal mago, il ragazzo incontrò sulla sua strada un monaco, si sedette con lui e ascoltò i suoi discorsi, che gli piacquero. Così ogni volta che andava dal mago passava prima dal monaco e si sedeva con lui, ma un giorno quando arrivò dal mago, quest'ultimo lo picchiò. Il ragazzo si lamentò di ciò con il monaco che gli disse: "quando hai paura del mago digli -ero occupato con la mia gente-. Quando hai paura della tua gente dì -ero occupato con il mago". Così il ragazzo seguì i consigli del monaco (per un periodo).
Poi un giorno arrivò sulla strada principale un'enorme creatura (animale) e la gente non riusciva a passare. Il ragazzo disse: "Oggi saprò se è meglio il mago o il monaco." così prese una pietra e disse: "oh Allah! Se le azioni del monaco ti sono più gradite di quelle del mago allora uccidi questa creatura affinché la gente possa attraversare (la strada). Poi colpì (la bestia) con la pietra e la uccise, e la gente passò (la strada). Il ragazzo andò dal monaco e lo informò del fatto. Il monaco gli disse: "o figliolo! Oggi tu sei migliore di me, hai realizzato questo! E sarai processato, e in caso tu venga processato non menzionare loro il mio nome".
Il ragazzo curava i ciechi, i lebbrosi e altri malati. Un cortigiano cieco del re venne a sapere del ragazzo. Andò da lui portando in dono numerosi regali e gli disse: "tutti questi regali saranno tuoi se mi curerai". Il ragazzo disse: "io non curo nessuno; è Allah solo che cura le persone. Allora se credi in Allah e lo invochi Lui ti curerà". Dunque il cortigiano credette in Allah e Allah lo curò.
In seguito il cortigiano andò dal re e sedette al suo solito posto. Il re gli chiese: "chi ti ha ridato la vista?" il cortigiano disse: "Il mio signore, Allah!" Il re disse: "hai un altro signore all'infuori di me?" il cortigiano disse: "Il mio Signore e il tuo Signore è Allah". Il re lo afferrò e continuò a tormentarlo finché egli lo informò del ragazzo. Fu così che il ragazzo fu portato a corte. Il re disse al ragazzo: "O ragazzo! La tua conoscenza della magia è forse arrivata al punto di farti essere capace di curare i ciechi e i lebbrosi e fare tali cose?" il ragazzo rispose: "io non curo nessuno, è solo Allah che cura". Poi il re lo afferrò e continuò a tormentarlo finché il ragazzo lo informò del monaco. E il monaco fu portato a corte e gli fu detto: "abbandona la tua religione". Il monaco si rifiutò di rinnegare il proprio credo. Poi il re ordinò una sega che fu posta sulla testa del monaco che fu tagliata finché egli cadde, tagliato in due pezzi. Poi il cortigiano fu portato a corte e gli fu detto: "Abbandona la tua religione". Egli si rifiutò di diventare apostata. Così la sega fu posta sulla sua testa che fu tagliata finché egli cadde tagliato in due pezzi. Poi fu portato il ragazzo e gli fu detto: "abbandona la tua religione" Il ragazzo rifiutò di rinnegare il proprio credo. Così il re ordinò ad alcuni dei suoi cortigiani di portare il ragazzo su una montagna, dicendo: "salite sulla montagna con lui finché arrivate in cima. Poi vedete se rinnega, altrimenti buttatelo giù." Lo presero, poi salirono la montagna, e il ragazzo disse: "oh Allah salvami da loro in qualsiasi modo Tu voglia." Così la montagna tremò e tutti loro caddero giù, mentre il ragazzo andò dal re. Il re gli chiese: "Cos'è successo ai tuoi compagni?" Il ragazzo disse: "Allah mi ha salvato da loro"
Il re allora ordinò ad alcuni dei suoi cortigiani di portare il ragazzo a bordo di una barca in mezzo al mare e disse: "poi se rinnega il suo credo (tutto bene), altrimenti gettatelo in mare". Così lo portarono lì e lui disse: "Oh Allah! salvami da loro in qualsiasi modo Tu voglia ". Così la barca si capovolse e tutti i cortigiani affogarono. Il ragazzo dunque andò dal re. Il re disse:"cos' è successo ai tuoi compagni?" il ragazzo rispose: "Allah mi ha salvato da loro" e inoltre disse al re: "non puoi uccidermi finché non farai ciò che ti comando". Il re disse: "cosa comandi dunque?". Il ragazzo rispose: "raduna la tua gente su un altopiano e legami al tronco di un albero. Poi prendi una freccia dalla mia faretra, fissala sull'arco e dì: "Nel nome di Allah, il signore del ragazzo" e colpiscimi. Se fai così, mi ucciderai." Così il re radunò il popolo su un altopiano, legò il ragazzo a un tronco, prese una freccia dalla faretra, la fissò all'arco e disse: "nel nome di Allah, il signore del ragazzo" e scoccò il dardo. La freccia colpì la tempia del ragazzo, che si mise la mano in quel punto e quindi spirò. Il popolo dichiarò: "crediamo nel signore del ragazzo! crediamo nel signore del ragazzo! crediamo nel signore del ragazzo!". Venne il re e gli fu detto:"ecco ciò che temevi, per Allah! ciò che temevi ti è capitato: il popolo ha creduto in Allah!"
Il re ordinò che venissero scavati dei profondi fossati alle entrate delle strade e così fu fatto. Nei fossati venne acceso il fuoco e il re ordinò che chiunque non avesse rinnegato Allah venisse scagliato nei fossati, e così fu fatto. Poi venne una donna con il suo neonato. Quasi si ritrasse (rinnegò Allah) ma il bambino parlò e disse: "oh madre! sii paziente, tu sei nel Giusto!"
[ Saheeh Muslim]
Questa è la storia ispiratrice di un ragazzo che credeva in Allah, rimase saldo contro il re miscredente e diede la sua vita per amore della sua missione nel trasmettere il messaggio del Tawheed(l'Unicità di Dio) alla sua gente. Precisamente, questa storia fu rivelata alla Mecca quando i Meccani pagani stavano facendo del loro meglio per distruggere i Musulmani e farli tornare alla miscredenza. Questa sura e l'hadith(detto) che l'accompagna, diede loro un tempestivo sollecito che i persecutori non sono al di là dello sguardo di Allah, e alla fine, la vittoria sarà sempre dei credenti.
Ci sono molti spunti utili che possiamo trarre da questo racconto: ci dice per esempio che se qualcuno cerca sinceramente la Guida, Allah gliela mostrerà, proprio come Allah guidò il ragazzo quando doveva decidere fra il mago e il monaco. Anche se il ragazzo ammirava gli insegnamenti del monaco, non si basò semplicemente sul proprio giudizio personale per l'importante fatto di decidere da chi prendere la conoscenza. Invece, egli si affidò ad Allah proprio come a noi é stato raccomandato di cercare il suo aiuto. "Te solo noi adoriamo e solo te noi invochiamo in aiuto" (Corano 1:5)
Quindi chiedere aiuto ad Allah non comprende solo i fatti mondani (es. superare esami, estinguere debiti ecc.) ma dovremmo anche chiedere ad Allah di aiutarci in questioni di fede per aumentare la nostra Iman(fede), purificare le nostre intenzioni, guidarci sulla retta via.
dal nuovo sito per bambini: IL PICCOLO MUSULMANO
بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo
Alhamdulillah sono disponibili i seguenti libri per bambini, da scaricare gratis in formato pdf:
L'ISLÂM
SPIEGATO
AI BAMBINI
(per bambini dai 6 agli 11 anni)
di Ghulam Sarwar
Che cos'è l'ISLÂM?
L'ISLÂM è la nostra religione e il nostro modo di vita.
Che cosa significa la parola ISLÂM?
Islâm significa obbedire ad Allah (subhânaHu waTa‘ala) e seguire i Suoi comandamenti.
Se obbediamo ad Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo) e seguiamo i Suoi comandamenti, otterremo la pace. È per questo che ISLÂM significa anche pace.
L'Islâm ci insegna come vivere correttamente su questa terra. Ci mostra come vivere da persone pie. Ci ricorda che Allah è il nostro Creatore e Padrone.
L'Islâm ci mostra
Se seguiamo l'Islâm, otteniamo la pace. Così, l'Islâm è un grande beneficio per noi.
Come abbiamo potuto conoscere i dettagli dell'Islâm?
Questa conoscenza ci è stata trasmessa dai Messaggeri e Profeti di Allah (Pace su tutti loro).
Chi è un Musulmano?
Un Musulmano è una persona che pratica l'Islâm. Se noi adottiamo e pratichiamo l'Islâm, Allah (subhânaHu waTa‘ala) ci dona la pace e il benessere.
Un Musulmano cercherà sempre di fare il bene.
Il Musulmano dice la verità. Non mente. Aiuta gli altri. Si prende cura delle persone anziane e dei bisognosi. Non ama le cose cattive. Agisce così come Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo) gli ordina.
Noi ci sentiamo fieri di essere Musulmani. Allah (subhânaHu waTa‘ala) ci ha fatto Musulmani.
OH ALLAH, FA' CHE NOI SIAMO DEI BUONI MUSULMANI! ÂMÎN!
SCARICA IL LIBRO “L’Islâm spiegato ai bambini”>>>
AS-SALÂMU
‘ALAYKUM
CHE
(per piccoli Musulmani dai 5 agli 8 anni)
Ecco un nuovo libro,
inshaAllah ti piacerà.
Ti insegnerà come vivere in pace e nella gioia,
come salutare i tuoi genitori,
i tuoi fratelli e le tue sorelle,
i tuoi amici, i tuoi insegnanti,
e tutti quelli che incontri.
SCARICA IL LIBRO “Assalâmu ‘alaykum”>>>
Vi segnaliamo inoltre la nuova sezione dedicata ai bambini del sito Islamic Bulletin>>>
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo
Sappi che ALLAH ('azza waJalla) ti ama…
Se ALLAH ('azza waJalla) ti ha donato la religione e la tranquillità,
sappi che ALLAH ('azza waJalla) ti ama
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E se ALLAH ('azza waJalla) ti ha dato delle pene, delle difficoltà e dei problemi,
sappi che Egli ti ama e vuole sentire la tua voce nei du'à
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E se ALLAH ('azza waJalla) ti ha dato poco,
sappi che Egli ti ama e ti darà molto nell'Aldilà
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E se ALLAH ('azza waJalla) ti ha dato la soddisfazione,
sappi che ALLAH ('azza waJalla) ti ama, poiché ti ha donato la più bella virtù
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E se ALLAH ('azza waJalla) ti ha donato la pazienza,
sappi che Egli ti ama e che tu sei tra i vincenti
E se ALLAH ('azza waJalla) ti ha donato la sincerità,
sappi che Egli ti ama, e sìì sincero verso di Lui
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E se ALLAH ('azza waJalla) ti ha dato delle preoccupazioni,
sappi che Egli ti ama e che attende da te
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E se ALLAH ('azza waJalla) ti ha dato la tristezza,
sappi che Egli ti ama e che mette alla prova la tua fede
E se ALLAH ('azza waJalla) ti ha dato la ricchezza,
sappi che Egli ti ama, e non essere avaro verso i poveri
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E se ALLAH ('azza waJalla) ti ha dato la povertà,
sappi che Egli ti ama, e ti ha donato ciò che è più prezioso
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E se ALLAH ('azza waJalla) ti ha donato la parola e il cuore,
sappi che Egli ti ama; utilizzali dunque nel bene e nella sincerità
E se ALLAH ('azza waJalla) ti ha donato la salât, il ramadân e il Corano, e la veglia in preghiera,
sappi che Egli ti ama, e non trascurarli
E se ALLAH ('azza waJalla) ti ha donato l'Islâm,
sappi che Egli ti ama
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ALLAH (che Egli sia Esaltato e Magnificato) ti ama,
Come potresti non amarLo???
ALLAH ('azza waJalla) ti ha donato molto,
come potresti non riservarGli il tuo amore???
ALLAH ('azza waJalla) ama i Suoi servi e non li dimentica
SUBHÂNA ALLAH…
Non essere cieco e trova l'amore di ALLAH nel tuo cuore…

dal sito ASLAMA
بسم الله الرحمان الرحيم
Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo
TIC-TAC, TIC-TAC…
Guardo dalla finestra, là in alto verso il cielo.
La pioggia cade dalle nuvole.
Tic-tac, tic-tac, è la pioggia che viene da Allah.
Scende sui tetti delle case e cola dalle grondaie.
Mentre sto guardando fuori, le cose non saranno più le stesse.
Lasciate che vi spieghi…
I chicchi sotto il suolo si fenderanno e germineranno.
E un piccolo germoglio comincerà ad uscire.
Le piante diverranno più forti e cresceranno.
Per tutto ciò, hanno bisogno della pioggia proveniente da Allah (subhânaHu waTa'ala).
Anche gli animali potranno abbeverarsi.
E anche noi beviamo quest'acqua, che esce dal rubinetto.
Quando Allah l'Altissimo fa cadere la pioggia,
Allora i frutti e le verdure creati da Allah cominciano a spuntare.
Ci sono le patate che crescono sottoterra.
Ci sono i pomodori rossi e brillanti, rotondi e succosi.
Ci sono i piselli nei loro bacelli e i cetrioli tutti verdi.
Ci sono le carote e l'insalata, e molti altri ancora…
Ah, sì, c'è anche la frutta!
Ci sono le mele rosse o verdi, bisogna dare un bel morso!
Piccole prugne e grappoli di uva color porpora.
Ci sono arance dolci e zuccherate, e fragole tutte rosse.
Ci sono Banane curve, nel loro manto giallo,
di diverse dimensioni: piccole, medie e grandi.
E le ciliegie, le albicocche e le noci di cocco che ci cadono in testa!
È davvero un sacco di cibo, non trovi?
Ecco, era il giorno in cui guardavo scendere la pioggia, per la grazia di Allah.
Ma cosa accadrebbe se non piovesse?
La terra si seccherebbe e non crescerebbe nulla.
Non vi sarebbero più buoni frutti e verdure.
I semi non uscirebbero mai dal suolo, nessun chicco si fenderebbe, né germinerebbe.
Gli animali e gli uomini sarebbero assetati.
Niente più acqua per te o per me.
Senza la pioggia che Allah fa scendere dal cielo, tutto comincerebbe a morire.
Lode ad Allah, Che ci invia la pioggia.
Dobbiamo essere riconoscenti ad Allah per i Suoi Benefici.
Egli ('azza waJalla) ci fornisce l'acqua e il cibo.
La pioggia è una delle Benedizioni di Allah.
Egli è l'Unico, ed Egli Solo ha il diritto di essere adorato.
Tic-tac, tic-tac, cadono le gocce d'acqua,
Comprensione:
Allah è il più grande Sostentore. Fa cadere la sua pioggia benedetta per donarci ogni sorta di cibi e bevande.
Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo) in questo modo ci mantiene in vita e in buona salute.
Ma, se Allah lo volesse, la pioggia smetterebbe di cadere per sempre.
Allah è l'Onnipotente!
Noi abbiamo sempre bisogno dell'aiuto di Allah, allora dobbiamo sempre soddisfarLo, ringraziarLo e obbedirGli.
In questo modo, ci invierà ancora maggiori benefici.
Egli è Il Solo che abbia diritto ad essere adorato…
dal sito delle Mamme Musulmane
بسم الله الرحمان الرحيم
IL PROFETA MUHAMMAD
(sallAllahu ‘alayhi waSallam – pace e benedizioni di Allah su di lui)

Un grande avvenimento ebbe luogo nell'anno 571.
In quell'anno, nacque il Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam).
Dov'è nato il Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam)?
È nato a Makkah (
Quando era ancora piccolo, Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) subì delle prove molto difficili. Suo padre, ‘Abdullah, morì ancora prima della sua nascita. La sua mamma, Amina, morì quando lui aveva soltanto sei anni.
Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) fu allora allevato da suo nonno, ‘AbdulMuttalib. Ma anche suo nonno morì, quando Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui) aveva soltanto otto anni. Da quel momento, il piccolo fu creaciuto da suo zio, Abu Talib.
Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui) divenne un bravissimo ragazzo, con un eccellente carattere, che lo rendeva molto popolare tra i suoi parenti e i suoi amici.
Era molto servizievole e molto serio.
Quando era ancora piccolo, Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) lavorava come pastore. Sorvegliando il gregge, aveva l'abitudine di riflettere sul mondo intorno a sé e sulla gente di Makkah, dove viveva.
A quell'epoca, gli abitanti di Makkah avevano molti cattivi costumi. Litigavano molto. Si combattevano gli uni con gli altri e si ferivano. Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) si chiedeva perché tanto sangue venisse versato all'interno del suo stesso popolo. Sapeva che i suoi concittadini erano coraggiosi e valorosi. Era veramente un peccato commettere tutte quelle azioni che Allah (subhânaHu waTa‘ala) non ama.
Gli abitanti di Makkah avevano dimenticato Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo) e adoravano gli idoli.
Nel suo cuore, Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) soffriva per loro. Pensava a come far abbandonare ai Meccani le loro cattive abitudini e i loro combattimenti fratricidi. Voleva che divenissero buoni.
Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) aveva l'abitudine di rifugiarsi in una grotta chiamata Hirâ', nella montagna Nûr (la montagna della Luce), non lontano da Makkah. Là, poteva riflettere profondamente e meditare con calma, poiché era solo.
Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) andava sovente alla grotta Hirâ' dopo essere diventato adulto. Un giorno, mentre si trovava là, gli apparve l'angelo Jibrîl (Gabriele, pace su di lui).
L'angelo disse a Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui): "Leggi!".
Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) rispose: "Non so leggere".
L'angelo lo strinse forte e gli disse ancora di leggere.
Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse ancora: "Ma io non so leggere".
L'angelo lo strinse ancora più forte. Poi lo lasciò e gli chiese ancora una volta di leggere.
Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) venne stretto ancora una volta, più forte.
Questa volta, quando l'angelo Jibrîl lo lasciò, disse a Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam):
اقرأ باسم ربِّك الذي خلق
Iqrâ' bismi Rabbika-l-ladhî khalaqa…
Leggi! In Nome del tuo Signore Che ha creato…
Corano XCVI. Al-‘Alaq (L'Aderenza), 1
Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ripeté le parole dell'angelo. Sentì che le parole erano come scritte nel suo cuore.
Fu così che cominciò
Per 23 anni, Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) chiese sempre alla gente di non adorare nessuno al di fuori di Allah l'Onnipotente, e di non associarGli delle false divinità. Chiamò la gente ad abbandonare l'adorazione degli idoli. Gli idoli erano statue di pietra che non potevano né parlare né muoversi, e che non potevano fare nulla per la gente che li adorava.
Molta gente di Makkah non voleva accettare il Messaggio di Allah (subhânaHu waTa‘ala).
Utilizzarono ogni sorta di astuzia contro il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam). Anche i suoi Compagni (Sahâba, che Allah si compiaccia di tutti loro) furono importunati e torturati. Ma Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) continuò a predicare il Messaggio Divino con rara pazienza.
Il numero dei suoi Compagni (che Allah sia soddisfatto di loro) aumentò progressivamente. Ciò rese i suoi nemici furiosi. Complottarono per ucciderlo.
Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo) salvò il Suo Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) per l'intermediario dell'angelo Jibrîl, ingiungendogli di lasciare Makkah. Così, il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) partì da Makkah e si diresse a Madinah (Medina), che è un'altra città, situata a 450 chilometri a nord di Makkah.
La gente di Makkah aveva trattato male il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam). Ma gli abitanti di Madinah lo accolsero e l'accettarono come Profeta, a capo della nascente Comunità Musulmana.
Più tardi, egli tornò vittoriosamente a Makkah. Perdonò i suoi nemici. La sua grandezza d'animo li impressionò talmente che molti di loro divennero Musulmani.
Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) fece del suo meglio per far trionfare
Era un uomo molto buono. Il suo comportamento era molto gradevole. Poteva dialogare con tutti quelli che incontrava. Fu un grande uomo.
Amava molto i bambini. Tutte le volte che incontrava dei bambini, parlava con loro, faceva loro dei complimenti e giocava con loro.
Quando arrivò a Madinah, dopo l'HIJRAH (Emigrazione da Makkah a Madinah), dei bambini lo salutarono come facevano gli adulti. Le bambine cantarono per accoglierlo.
Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) fu molto contento, e anche i bambini erano felici, perché questo grande uomo, il Profeta Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui) era molto gradevole. Aveva un grande cuore ed era estremamente benevolo.
Il Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) amava particolarmente stare in mezzo ai bambini. Un giorno, mentre si trovava con alcuni piccoli, si mise a parlare e a giocare con loro. I bambini erano molto lieti di trovarsi con lui, che era così gentile e premuroso con loro. In quel momento passò un uomo e vide i bambini ridere e giocare con Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam). L'uomo fu allo stesso tempo sorpreso e contrariato. Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) se ne accorse e gli chiese perché fosse contrariato. L'uomo gli rispose: "Io ho dieci figli, e non li ho mai abbracciati".
Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) fu afflitto per quest'uomo. Gli disse che il fatto di amare i bambini e di rpendersene cura è una Benedizione di Allah (subhânaHu waTa‘ala)
Un giorno, faceva molto freddo e un uomo accese un fuoco per scaldarsi. Ma lì vicino c'erano numerose formiche. Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) vide il fuoco e le formiche. Vide le formiche in pericolo. Allora chiese all'uomo di spegnere il fuoco.
Egli obbedì al Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), poi, guardandosi intorno, vide le formiche.
In quel momento l'uomo capì perché il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) gli aveva chiesto di spegnere il fuoco.
Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), gli disse: "Sarai ricompensato da Allah per tutte le tue buone azioni verso le Sue creature viventi".
Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) trasformò i Meccani, il cui cuore era duro come la pietra. Li fece riflettere di nuovo e tornare all'adorazione di Allah, l'Unico, il Solo.
Lavorò duramente perché i Meccani divenissero Musulmani. Ne fu capace perché l'aiuto di Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo) lo sosteneva.
Muhammad è l'ultimo dei Profeti e Messaggeri. Allah (che Egli sia Esaltato) ha portato a termine
L'ISLÂM è questa GUIDA COMPLETA.
Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam), la grande guida e ultimo Messaggero di Allah, visse 63 anni. Morì a Madinah nell'anno 632 dell'era cristiana.
Ci ha lasciato il SUBLIME CORANO e la sua SUNNAH (cioè l'esempio della sua vita) per guidarci.


dice Allah l'Altissimo nel Sublime Corano:
E fan parte dei Suoi segni, la creazione dei cieli e della terra, la varietà dei vostri idiomi e dei vostri colori. In ciò vi sono segni per coloro che sanno (Corano XXX. Ar-Rûm, 22)

leggi la storia dell' UOMO DI COLORE
nella Biblioteca di Umm Usama (clicca qua!)
DIRE LA VERITA'
Dire la verità è un'ottima abitudine. Se dite sempre la verità, sfuggirete a molti problemi. Ecco la storia di una persona che aveva fatto molte cose cattive, ma che fu salvata dalla promessa di dire sempre la verità.
Un giorno, un uomo venne a trovare il Profeta Muhammad (sallAllahu 'alayhi waSallam) e gli disse: "Oh Messaggero di Allah, ho tante cattive abitudini. Quale dovrei abbandonare per prima?". Il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) allora gli rispose: "Smetti di mentire e di' sempre la verità". L'uomo promise di farlo e tornò a casa sua.
La sera, l'uomo voleva uscire per rubare. Prima di partire, rifletté un momento a proposito della promessa che aveva fatto al Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam). "Se domani il Profeta (s) mi domanderà dove sono stato, cosa gli dirò? Gli dirò che sono uscito per rubare? No, non posso dirglielo. Ma non posso neanche mentire. Se dirò la verità, tutti mi odieranno e mi tratteranno da ladro. Sarò punito per il furto commesso".
Così, l'uomo decise di non andare a rubare quella notte, e abbandonò questa orribile abitudine.
Il giorno seguente, aveva voglia di bere del vino, ma quando fu sul punto di farlo, disse a se stesso: "Che cosa dirò al Profeta (s) se mi chiederà che cosa ho fatto durante la giornata? Non posso mentire, ma se dirò la verità la gente mi odierà, perché un Musulmano non beve il vino!". Così, abbandonò l'idea di bere del vino.
In questo modo, ogni volta che l'uomo pensava di fare qualcosa di male, si ricordava della sua promessa di dire sempre la verità. Una per una, abbandonò tutte le sue cattive abitudini, e divenne un uomo molto buono, un ottimo Musulmano.
Se dici sempre la verità, sarai una persona molto buona, un ottimo Musulmano, che Allah (Subhanahu waTa'ala) amerà e al quale Egli accorderà i Suoi favori.
Se Allah (SWT), il nostro Creatore, è soddisfatto di noi, ci ricompenserà con il Paradiso, che è un luogo di benessere e di gioia.
FAI QUESTA PROMESSA: DIRO' SEMPRE LA VERITA'.
(tratto da: "L'ISLÂM SPIEGATO AI BAMBINI" di Ghulam Sarwar)
QUANTO IL PROFETA (sallAllahu 'alayhi waSallam)
AMAVA I SUOI NIPOTINI

Non ti abbiamo inviato (oh Muhammad) se non come una Misericordia per i mondi... (Corano XXI. Al-Anbiyâ', 107)
Quando il Profeta Muhammad (s) entrava nella moschea per pregare, naturalmente tutti guardavano nella sua direzione.
Un giorno, i suoi Sahaba (r) videro una scena incantevole.
Il Profeta (s) arrivò con una piccola bambina seduta sulle sue spalle. La bambina era Amama, figlia di Zaynab (r), la figlia più grande del Profeta (s).
Il Profeta (s) guidò la preghiera nella moschea con Amama ancora seduta sulle sue spalle. Solo nell'inchino e nella prosternazione durante la preghiera, egli la prese con gentilezza e la posò per terra.
Poi, quando il Messaggero di Allah (s) si rialzò, prese di nuovo la bambina e se la rimise sulle spalle.
La piccola Amama non era l'unica nipotina che il Profeta (s) portava in questo modo in moschea. Un giorno, il Profeta (s) entrò con Hasan (r) su una spalla e Husayn (r) sull'altra.
Mentre passava accanto ai suoi Sahaba (r), il Profeta (s) baciò prima un bambino, poi l'altro, poi ancora il primo. I Compagni (r) erano affascinati da questa scena felice. "Devi amare molto questi due bambini!" dissero al Profeta (s) pieni di meraviglia e di ammirazione. Il Profeta (s) sorrise amorevolmente ai bambini: "Oh sì, è vero! E chiunque ami loro ama me!"
Era presente un uomo, invece, che guardò il Profeta (s) che abbracciava i suoi nipotini sentendosi a disagio.
"Io che ho dieci figli" disse l'uomo, che si chiamava Aqra' bin Habis "ma non li ho mai baciati", e sospirò dicendo questo, perché aveva capito che si era negato una grande gioia della vita.
"Amore e compassione vanno insieme" disse il Profeta (s) "ed Allah (SWT) non ha compassione di coloro che non sono compassionevoli con gli altri".
Hasan (r) e Husayn (r) erano i figli di 'Ali (r) e della figlia più giovane del Profeta (s), Fatima (r). Il Profeta (s) li amava entrambi teneramente, e loro gli davano molta gioia.
Egli amava giocare con loro e spesso li baciava per dimostrare il suo amore per loro.
Il Profeta (s) qualche volta stava in piedi con le gambe un po' aperte, e i due bambini si divertivano molto a passargli in mezzo. A loro piaceva anche saltare sulle sue ginocchia e sedersi lì per farsi dare baci e abbracci. Il Profeta (s) lasciava persino che i due bambini gli si arrampicassero sulla schiena mentre era inginocchiato a pregare, e affinché potessero rimanerci senza essere disturbati, rimaneva a lungo in prosternazione.
A volte, essendo molto piccoli, facevano pipì sui suoi vestiti, ma il Profeta (s) non li sgridava mai; invece, semplicemente, versava dell'acqua pulita sulla sua tunica.
Hasan (r) e Husayn (r) spesso andavano alla moschea per vedere il loro amato nonno.
Una volta arrivarono vestiti di rosso brillante. Allora il Profeta (s) interruppe il suo discorso con la gente e prese i due bambini per mano, dicendo: "Allah (SWT) ha detto: "I vostri figli saranno per voi una tentazione". Cari piccoli, è per voi che un uomo può dimenticare i suoi doveri. Voi siete il profumo di Allah (SWT)".
Il digiuno nella natura
Il digiuno è praticato non soltanto dagli uomini, ma da tutta la natura, e ciò dimostra che esso non indebolisce il corpo, ma lo ringiovanisce e gli dona forza.
Non vediamo forse alcune piante che diventano "malate" d'inverno, perdendo completamente le foglie? Noi smettiamo di innaffiarle, concedendo dunque loro un periodo di riposo, di digiuno… Ma quando viene la primavera, queste piante rompono il digiuno, e cominciano a spuntare foglie e fiori…

Ciò avviene anche per le bestie: quando la neve ricopre la terra, alcuni animali non trovano più nulla da mangiare, e passano i lunghi mesi freddi nelle grotte, ibernati, senza mangiare né bere. Ma quando, verso primavera, rompono il digiuno, la loro pelliccia o il loro piumaggio si rinnovano in maniera straordinaria, ed eccoli come nuovi!…
In breve, se consideriamo il digiuno dei Musulmani, esso assomiglia alla maniera in cui digiunano le altre creature, in tutto il mondo…
dal libro: "Perché digiunare?" di M. Hamidullah
La marmotta si ritira nella tana, sottoterra, per ibernare. Durante tutto l'inverno, non mangia nulla e sopravvive grazie alle riserve di grasso che ha accumulato durante l'estate. La sua temperatura diminuisce di una trentina di gradi. La marmotta si arrotola su se stessa per conservare meglio il proprio calore. Il suo cuore batte molto lentamente, e la respirazione diventa appena percettibile.
L'albero d'inverno perde le foglie per meglio resistere al freddo. D'inverno, infatti, diventa impossibile pompare dal terreno gelato tutta l'acqua necessaria. Inoltre, le foglie lasciano evaporare una grande quantità d'acqua. Dunque, perdendo le foglie, si economizzerà l'acqua.
IL PASTORELLO BUGIARDO
"O voi che credete, temete Allah e state con i sinceri" (Corano IX. At-Tawba, 119)

In un piccolo villaggio, abitava un bambino che faceva il pastorello. Si alzava molto presto, ogni mattina, per condurre il gregge al pascolo in alta montagna. Faceva la guardia ai suoi montoni, pecore e capre per tutta la giornata, fino al momento del tramonto del sole, ora in cui riconduceva il gregge al villaggio.

I giorni passavano, e si somigliavano tutti.
Un giorno, mentre giocava col suo bastone dinanzi ad un piccolo ruscello, sotto un albero, per proteggersi dal sole, gli venne in mente un'idea: "Per passare il tempo e divertirmi, bisogna che inventi una burla che attiri l'attenzione di tutta la gente del villaggio". Così, correndo verso il villaggio, si mise a gridare: "Aiuto aiuto! Correte tutti! Il lupo attacca i nostri montoni!!"
Gli abitanti del villaggio, presi dal panico e preoccupati all'idea di perdere tutti i loro animali, si precipitarono senza riflettere dietro al pastorello. Tutti quanti, muniti di asce e bastoni, si inerpicarono sulla montagna con la ferma intenzione di proteggere il gregge dal lupo vorace.
Una volta giunti al luogo in cui si trovavano le bestie, cercarono dappertutto il lupo, che però sembrava sparito! D'altra parte, nessuna pecora mancava, e nessuna sembrava ferita. Credendo che il lupo fosse fuggito sentendoli arrivare, ridiscesero verso il villaggio, rassicurati riguardo alla minaccia che non pesava più sulle loro pecore... 
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Il pastorello bugiardo, ridendo tra sé e sé, pensava: "Non posso credere che tutta questa gente abbia creduto con tanta convinzione al mio scherzo!..."

Il giorno dopo, di nuovo accanto al gregge, pensò: "Perché non ripetere la burla di ieri, per passare un'altra giornata divertente?..."
E così, si diresse un'altra volta verso le case dei suoi compaesani, urlando a squarciagola: "Al lupo! Al lupo!"
Gli abitanti accorsero per venirgli in aiuto, come avevano già fatto la vigilia, con in mano bastoni e ogni altro oggetto che potesse servire a difendere le pecore dal lupo.
Ma una volta giunti al luogo in cui si trovava il gregge, tutto era tranquillo, niente all'orizzonte che potesse inquietare una bestia... Una volta assicuratisi che il gregge era al completo, gli abitanti del villaggio tornarono a casa...
La stessa scena si ripeté il terzo e il quarto giorno... Finché i suoi compaesani si resero conto che il pastorello li prendeva in giro...

Il quinto giorno, una sorpresa aspettava il piccolo pastore... Una sorpresa imprevedibile, che né lui né la gente del villaggio si sarebbero mai aspettati!
Questa volta, un lupo vero giunse improvvisamente nei pressi del gregge... Il pastorello, tremante di paura, corse velocemente verso il villaggio, urlando terrorizzato: "Aiuto! Aiuto! Al lupo! Al lupoooo!"
Giunto presso le case, fermò i passanti invocando: "Aiutatemi! Ho sentito il lupo avvicinarsi alle pecore!"
Giurò con tutte le sue forze che stava dicendo la verità, ma la sola risposta fu... la completa indifferenza!
Malgrado le suppliche e le lacrime, nessuno, al villaggio, gli credette… Dopo essersi preso tanto gioco di loro, come avrebbe potuto essere altrimenti?
Desolato e già pieno di rimorsi, ritornò da solo verso il gregge, o meglio verso quel che ne restava...
Che triste spettacolo! All'ombra del crepuscolo, dinanzi al piccolo ruscello e alla palma, le pecore erano tutte morte.
Il pastorello comprese che non aveva raccolto altro che il frutto della sua menzogna... Nessuno, al villaggio, gli avrebbe mai più creduto.
Si ricordò, allora, di un versetto del Sublime Corano che gli ripeteva sempre il suo papà: Promise di non mentire mai più. Gli venne in mente un'altra invocazione:
"Signore, ho fatto torto a me stesso, perdonami!" (Corano XXVIII. Al-Qasas, 16)
Il pastorello fu stupito, quella sera, osservando i colori brillanti del tramonto del sole. Erano ancora più vivi del sangue rosso del gregge sacrificato...
"O voi che credete, temete Allah e state con i sinceri" (Corano IX. At-Tawba, 119)
ALLAH (Gloria a Lui, l'Altissimo) CONOSCE OGNI COSA

Il signor Hasan aveva tre figli: Farûq, 'Abdullah e Qâsim. Li amava molto. Voleva vederli crescere come dei buoni Musulmani. Anche lui era un buon Musulmano. Faceva del suo meglio per obbedire a tutti i comandamenti di Allah (SubhânaHu waTa'âla).
Un giorno, il signor Hasan pensò che doveva mettere alla prova i suoi bambini. Diede a ciascuno di loro qualche caramella e disse: "Mangiate queste caramelle in un posto dove nessuno possa vedervi, e quando avrete finito tornate da me".
Farûq prese le sue caramelle e si nascose in camera sua. Chiuse la porta e mangiò le caramelle, pensando che nessuno lo potesse vedere.
'Abdullah si diresse verso la cantina di casa, dove era sicuro di non trovare nessuno. Mangiò le caramelle nel buio della cantina. Qâsim pensò a lungo ad un posto dove avrebbe potuto mangiare le caramelle senza che nessuno potesse vederlo. Ma non trovò un posto così: ogni volta che pensava ad un luogo, si ricordava che Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo) poteva vederlo. Così, non mangiò le caramelle.
Farûq e 'Abdullah ritornarono e raccontarono al papà cosa avevano fatto. Anche Qâsim tornò, gli restituì le caramelle e disse: "Non c'è nessun posto in cui Allah non sappia cosa succede, perciò non ho mangiato le caramelle".
Il signor Hasan fu molto soddisfatto di Qâsim. Disse a Farûq e 'Abdullah di imparare qualcosa dal comportamento del loro fratellino Qâsim. Aggiunse: "Miei cari bambini, ricordatevi sempre che Allah (SubhânaHu waTa'âla) sa tutto e vede tutto. Egli è sempre con noi. Dunque, non dobbiamo compiere nessuna cattiva azione, neanche di nascosto".
(questa storia è tratta dalla rivista indiana "The Little Star", La Piccola Stella)

Sappi, bambino mio,
che Allah è Unico;
Egli non ha associati,
né figli.
E' sempre con te.
Dovunque tu sia,
Egli è là, presente...
AID MUBARAK!!!

Cari bambini,
Assalamu 'alaykum waRahmatullah!
Domani inshaAllah sarà l' 'ÎD al-ADHÂ (Festa del Sacrificio)...
Due mesi e mezzo dopo la Festa della Rottura del Digiuno ('Îd al-Fitr), i Musulmani di tutto il mondo celebrano l' 'Îd al-Adhâ, il 9 del mese di Dhu-l-Hijjah. Ogni famiglia Musulmana che ne abbia i mezzi deve sacrificare un montone dopo la preghiera dell' 'Îd.
Il Profeta Muhammad (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse: "L'uomo non compie un'azione più gradita ad Allah, il giorno dell' 'îd, che quella di offrire un sacrificio". Ma Allah (SubhanaHu waTa'ala) ama anche che i Musulmani siano generosi e felici il giorno dell' 'îd. E' un momento di gioia e di benessere. E' l'occasione per preparare dolci, fare regali ai parenti, andarli a trovare o invitarli.
In occasione dell' 'îd, il Musulmano deve pensare a coloro che, non avendo i mezzi, non possono celebrare la festa. Bisogna allora donare loro una parte della carne del montone, far loro dei regali e altro, secondo le proprie possibilità.
Naturalmente, dobbiamo ricordarci di ringraziare Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo) per tutti i Suoi benefici e per averci donato questa festa, per riempirci di gioia. Alhamdulillah!
Un du'â particolare vada, come sempre, a tutti i piccoli Musulmani che vivono in Afghanistan, in Palestina, in Iraq, in Cecenia, nel Kashmir e in tutti gli altri Paesi in cui bambini come voi stanno soffrendo la fame, il freddo, la guerra... Preghiamo Allah, il Generosissimo, di soccorrerli e di concedere a loro e ai loro genitori la Pace ed ogni bene in questo mondo e nell'Altro, AMIN!
che Allah Ta'ala vi benedica, vi faccia crescere in Sapienza e vi conceda il khayr in questo dunya e nell'Akhira, insieme alle vostre famiglie, AMIN!
LA SCUOLA DEL DIGIUNO

Il digiuno è una scuola per il Musulmano, che durante il mese di Ramadan impara a fare attenzione, più del solito, al suo comportamento in tutte le situazioni. Sta attento alle sue parole, ai suoi gesti, ai suoi comportamenti con le altre creature. Sviluppa il suo amore per Allah (SubhanaHu waTa'ala) moltiplicando le preghiere, la lettura del Sublime Corano e le invocazioni…
Durante il digiuno imparo: 2- A vivere senza cibo per tutto il giorno. Questa è un'esperienza molto utile, poiché, se arrivasse un giorno in cui non avrò nulla da mangiare, avrò pazienza e aspetterò senza aver paura.
3- A sentirmi vicino ai miei fratelli poveri, a tutti quei bambini Musulmani che non hanno nulla da mangiare, e arrivano a morire di fame.
4- A rispettare la natura, senza sprecare.
5- A ritrovare la gioia di mangiare insieme ai fratelli, poiché offrire il pasto della rottura del digiuno ad un Musulmano è un atto che viene ricompensato da Allah (SWT).
6- A risparmiare il denaro per il cibo, donando poi questi soldi ai poveri… Certamente, non è "Sunnah" mangiare il doppio di notte!!!
1- Ad apprezzare quanto Allah (SWT) è stato Generoso con me, che mangio tutto l'anno. Il digiuno mi aiuta a ricordare di essere riconoscente verso il mio Signore, per tutto il cibo che mi ha donato.
PERCHE' IL MUSULMANO DIGIUNA DURANTE IL MESE DI RAMADAN?

PER OBBEDIRE AD ALLAH (SWT)!
PERCHE' IL MUSULMANO OBBEDISCE AD ALLAH (SWT)?
Un Musulmano obbedisce ad Allah (SWT) perché è ALLAH (SWT) Che l'ha creato e Che sa ciò che è bene per lui. Obbedisce perché si affida ad Allah (SWT), anche quando non è ancora in grado di capire per quale ragione Allah (SWT) gli ha proibito una cosa o l'altra. Il Musulmano sa che il suo sapere è limitato, mentre ALLAH (SWT) CONOSCE PERFETTAMENTE TUTTO CIO' CHE RIGUARDA L'ESSERE UMANO… Dice Allah l'Altissimo nel Sublime Corano:
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E' nel mese di Ramadan che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione. Chi di voi ne testimoni (l'inizio) digiuni. E chiunque è malato o in viaggio assolva (in seguito) altrettanti giorni. Allah vi vuole facilitare e non procurarvi disagio, affinché completiate il numero dei giorni e proclamiate la grandezza di Allah Che vi ha guidato. Forse sarete riconoscenti! (Corano II. Al-Baqara, 185)
Durante il mese di Ramadan, i Musulmani (adulti) non mangiano e non bevono dall'alba (fajr) al tramonto (maghrib). I malati, i vecchietti, i viaggiatori, ecc. non digiunano. Chi sa che un giorno inshaAllah sarà più forte, ad esempio una mamma che abbia appena avuto un bambino, recupererà in seguito. Altrimenti, come nel caso del malato che non spera più di guarire, farà un'elemosina ai poveri.
Ma il digiunante non deve limitarsi a non mangiare. Deve cercare di fare meno peccati possibile, non deve mentire, non deve prendersi gioco degli altri e non deve litigare. Inoltre, non deve lamentarsi della fame e della sete.
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La vita dei Profeti (su tutti loro la Pace)
MÛSÂ
(Mosè, ‘alayhi-s-salam)
Rivelammo a Mûsâ: "Colpisci il mare con il tuo bastone". Subito si aprì e ogni parte (dell'acqua) fu come una montagna enorme... (Corano XXVI. ash-Shu'arâ (i Poeti), 63)
Cari bambini, leggete la storia, poi cercate insieme a mamma e papà tutti i versetti del Corano che parlano del Profeta Mûsâ (Pace e Benedizioni su di lui)
Mûsâ, figlio di ‘Imrân (su di lui la Pace) nacque in Egitto 450 anni dopo Yûsuf (Giuseppe, su di lui la Pace). In Egitto, in quel tempo, il re era chiamato Fir’awn (Faraone). Fir’awn, il sovrano dell'Egitto, considerava i Banî Isrâ'îl come stranieri e li trattava molto duramente. Temeva che un giorno gli Israeliti, crescendo di numero, avrebbero potuto divenire più potenti. Così, Faraone ordinò di uccidere ogni bimbo maschio nato nelle famiglie degli Israeliti (Corano XXVIII. Al-Qasas, 4-6).
Il Profeta Mûsâ (su di lui la Pace) nacque in questo momento critico. La sua mamma riuscì a tenerlo nascosto per tre mesi, poi si rese conto che prima o poi l'avrebbero scoperto. Allah (SWT) le ispirò allora di mettere il bambino in una cesta e di lasciarlo andare lungo il fiume Nilo (Corano XX. Ta-Ha, 38-39).
I discendenti del Profeta Ya’qûb (Giacobbe, su di lui la Pace), si chiamavano Banî Isrâ'îl (Israeliti). I Banî Isrâ'îl vivevano in Egitto fin dal tempo del Profeta Yûsuf (Giuseppe, su di lui la Pace). Il Profeta Ya’qûb era chiamato anche Isrâ'îl.

Maryam, la sorella di Mûsâ, fu incaricata di controllare la cesta da lontano, di nascosto (Corano XXVIII. Al-Qasas, 11).
La cesta raggiunse l'altra sponda del fiume e uno dei membri della famiglia di Faraone fu sorpreso di trovarvi dentro un bambino. Mûsâ (su di lui la Pace) fu portato da Âsiya, la moglie di Fir’awn, che lo adottò. Âsiya, a differenza di suo marito, era una vera Credente (Corano XXVIII. Al-Qasas, 8-9). La sorella di Mûsâ si recò a palazzo e suggerì di affidare il bambino ad una nutrice, per allattarlo. Questa nutrice non era altri che la loro madre! Così, Mûsâ (su di lui la Pace) ritornò tra le braccia della sua mamma… Questo fu un miracolo, una prova del fatto che nessuno può distruggere una persona che Allah (SWT) ha deciso di proteggere…
Mûsâ (su di lui la Pace) crebbe nel palazzo di Fir’awn. Un giorno, intervenne nel litigio tra due uomini, un egiziano e un israelita. Quest'ultimo chiese il suo aiuto contro l'egiziano che lo stava picchiando. Mûsâ (*) lo colpì con un pugno e accidentalmente lo uccise (Corano XXVIII. Al-Qasas, 15).
Lasciò allora il palazzo di Faraone e si recò a Madyan (Corano XXVIII. Al-Qasas, 22-28). Rimase là per dieci anni, prima di partire per Tuwâ, una vallata ai piedi del monte Sinai. Qui, Mûsâ (*) ricevette la Guida Divina da Allah l'Altissimo, Che lo scelse come Suo Messaggero (Corano XXVIII. Al-Qasas, 30).
Allah (SWT) conferì a Mûsâ (*) due segni: un bastone che, una volta lanciato, si trasformava col permesso di Allah (SWT) in un serpente, e la capacità di rendere la sua mano bianca dopo averla nascosta sotto l'ascella (Corano XX. Ta-Ha, 17-22).
Allah (SWT) ordinò a Mûsâ (*) di recarsi da Fir’awn invitandolo al TAWHÎD (Corano XX. Ta-Ha, 42-44). Il Profeta implorò Allah (SWT) di concedergli come aiutante suo fratello Hârûn (su di lui la Pace), e Allah l'Altissimo esaudì la sua preghiera.
Mûsâ e Hârûn (Pace su entrambi) andarono da Fir’awn e discussero con lui, avvertendolo che Allah l'Altissimo aveva scelto Mûsâ (*) per salvare gli Israeliti dall'oppressione degli Egiziani. Fir’awn rifiutò di lasciar partire gli Israeliti (Corano XX. Ta-Ha, 47-54; XXVI. Ash-Shu’arâ', 16-17).
Fir’awn si beffò del Profeta Mûsâ (su di lui la Pace). Mûsâ (*) mostrò i segni concessigli da Allah (SWT) perché Faraone si convincesse della veridicità del suo Messaggio. Gettò il suo bastone, che per volere di Allah (SWT) si trasformò in un serpente. Mûsâ (*) lo raccolse ed esso ridivenne un bastone. Fir’awn e i suoi seguaci ne furono sbalorditi, ma pensarono che Mûsâ (*) fosse un mago, così lo sfidarono ad affrontare i loro maghi, sostenendo che gli avrebbero mostrato magie ancor più sbalorditive (Corano XXVI. Ash-Shu’arâ', 23-37).
Nel giorno stabilito, i maghi di Faraone furono gravemente sconfitti. I falsi serpenti da essi prodotti furono inghiottiti dal bastone di Mûsâ (*) trasformato anch'esso in serpente. Faraone e i suoi maghi non potevano credere ai loro occhi. I maghi riconobbero la Verità e professarono la loro fede in Allah (SWT) (Corano XXVI. Ash-Shu’arâ', 38-47).
Faraone, invece, divenne ancora più malvagio ed aumentò le torture inflitte ai Banî Isrâ'îl.
Allah (SWT) ordinò a Mûsâ (*) di lasciare l'Egitto con tutto il suo popolo (Corano XX. Ta-Ha, 77). Mûsâ avvertì gli Israeliti di tenersi pronti, e una notte lasciarono l'Egitto. Faraone e i suoi soldati li inseguirono. Quando gli Israeliti si trovarono dinanzi al mare, temettero di essere catturati. Ma, in quel momento, Allah (SWT) ordinò a Mûsâ (*) di battere il suo bastone sull'acqua. Appena fatto ciò, il mare si divise in due, permettendo ai Banî Isrâ'îl di attraversarlo (Corano XXVI. Ash-Shu’arâ', 52-65). Fir'awn li inseguì, ma quando, con tutto il suo esercito, si trovò nel mare, Allah (SWT) fece sì che l'acqua tornasse al suo posto, sommergendoli e annegandoli (Corano XXVI. Ash-Shu’arâ', 66). È così che Allah (SWT) punisce i trasgressori e aiuta i Suoi servi devoti...

I RITI DELL'HAJJ... sulle orme del Profeta Ibrâhîm ('alayhi-s-Salâm...)

Spetta agli uomini che ne hanno la possibilità di andare, per Allah, in pellegrinaggio alla Casa. QUanto a colui che lo nega, sappia che Allah fa a meno delle creature (Corano III. Âl-'Imrân, 97)
Durante il Pellegrinaggio, atto di obbedienza ad Allah Ta'ala, i Credenti compiono una serie di riti evocanti il loro legame con il Profeta Ibrâhîm (pace su di lui), il primo a cui Allah l'Altissimo ordinò di fare appello alle genti perché compissero l'Hajj.
Questi riti furono insegnati dal Profeta Muhammad (sallAllahu 'alayhi waSallam) nel corso del Pellegrinaggio d'Addio (Hajjatu-l-Wada')
Come Ibrâhîm (pace su di lui) - quando egli lasciò la sua terra natale d'Iraq per l'Arabia, i Pellegrini lasciano il loro Paese e partono verso la Terra Santa.

Avvicinandosi a Makkah, abbandonano i loro abiti abituali per rivestirsi di due pezzi di stoffa non cuciti, simili all'abbigliamento semplice portato dai Profeti Ibrâhîm e Ismâ'îl (pace su entrambi). (Le sorelle invece si rivestono di un abito semplice con un hijâb che copra tutto il corpo, tranne il viso e le mani). In questo modo, i Pellegrini dimenticano se sono ricchi o poveri, celebri o sconosciuti: sono tutti uguali dinanzi ad Allah l'Altissimo.
I Pellegrini compiono il Tawâf (sette giri) intorno alla Ka'bah, la "Casa di Allah", costruita da Ibrâhîm e Ismâ'îl all'appello del loro Signore.
Nel corso di tutti i riti dell'Hajj, i Credenti esprimono la loro sottomissione ad Allah Ta'ala ripetendo la TALBIYYAH.
Poi i Pellegrini effettuano il SA'Y, che significa marciare sette volte a passo veloce tra le colline di as-SAFÂ e MARWÂ, per ricordare come HÂJAR, la moglie di Ibrâhîm ('alayhi-s-salâm) corse cercando l'acqua per dissetare il suo bambino, Ismâ'îl ('alayhi-s-Salâm), finché Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo) fece sgorgare il pozzo di Zamzam...
A MINA, Ibrâhîm (pace su di lui), pronto a sacrificare suo figlio per obbedire all'ordine del suo Signore (SWT), fu autorizzato da Allah l'Altissimo a sacrificare un montone al suo posto. Per commemorare questo atto, i Pellegrini fanno altrettanto nel Giorno del Sacrificio (Yawm an-Nahr). E dappertutto nel mondo, in questo stesso giorno dell' 'ÎD AL-ADHÂ, centinaia di milioni di Musulmani ripetono lo stesso rito...
Imitando il gesto di Ibrâhîm ('alayhi-s-salam), quando gettò delle pietre contro Shaytân (a'udhubillah), che aveva voluto opporsi alla volontà divina, i Pellegrini, a Minâ, lanciano delle pietre contro i tre pilastri (le JAMARÂT).

L'assembramento di tutti i Pellegrini sulla pianura di 'ARAFAT è spiritualmente il momento più intenso dell'Hajj. Là, tutti riuniti come saranno gli esseri umani nel Giorno del Giudizio, i Pellegrini promettono solennemente ad Allah (SubhanaHu waTa'ala) di vivere secondo l'esempio donato loro da Ibrâhîm, 'Ismâ'îl e Hâjar (pace su di loro): di obbedire agli ordini di Allah l'Altissimo, di fondare la loro vita sulla Verità e, se necessario, di rinunciare ai piaceri e alle comodità della vita di quaggiù... Allah Ta'ala sarà sempre il loro fine...