Il Mujahidino (Fajr al-Islâm...)

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo... "O figlio mio, assolvi all'orazione, raccomanda le buone consuetudini e proibisci il biasimevole e sopporta con pazienza quello che ti succede: questo il comportamento da tenere in ogni impresa..." (Corano XXXI. Luqmân, 17)

السلام عليكم

Utente: Humayra
Questo sito è dedicato alla Ummah di domani: per tutte le bambine e i bambini musulmani. A cura di Umm Yahya 'Aisha Farina (e-mail: ummusama@hotmail.it)

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InshaAllah invitiamo tutte le sorelle e i fratelli a stampare, fotocopiare e diffondere in qualsiasi modo i testi qui pubblicati, ivi compresa la traduzione in altre lingue, a condizione di non modificare il senso degli scritti e di citare l'autore, jazakumullahukhayran.
sabato, 31 dicembre 2005

 La vita dei Profeti (su tutti loro la Pace)

MÛSÂ
(Mosè, ‘alayhi-s-salam)

Rivelammo a Mûsâ: "Colpisci il mare con il tuo bastone". Subito si aprì e ogni parte (dell'acqua) fu come una montagna enorme... (Corano XXVI. ash-Shu'arâ (i Poeti), 63)

Cari bambini, leggete la storia, poi cercate insieme a mamma e papà tutti i versetti del Corano che parlano del Profeta Mûsâ (Pace e Benedizioni su di lui)

Mûsâ, figlio di ‘Imrân (su di lui la Pace) nacque in Egitto 450 anni dopo Yûsuf (Giuseppe, su di lui la Pace). In Egitto, in quel tempo, il re era chiamato Fir’awn (Faraone).
I discendenti del Profeta Ya’qûb (Giacobbe, su di lui la Pace), si chiamavano Banî Isrâ'îl (Israeliti). I Banî Isrâ'îl vivevano in Egitto fin dal tempo del Profeta Yûsuf (Giuseppe, su di lui la Pace). Il Profeta Ya’qûb era chiamato anche Isrâ'îl.

Fir’awn, il sovrano dell'Egitto, considerava i Banî Isrâ'îl come stranieri e li trattava molto duramente. Temeva che un giorno gli Israeliti, crescendo di numero, avrebbero potuto divenire più potenti. Così, Faraone ordinò di uccidere ogni bimbo maschio nato nelle famiglie degli Israeliti (Corano XXVIII. Al-Qasas, 4-6).

Il Profeta Mûsâ (su di lui la Pace) nacque in questo momento critico. La sua mamma riuscì a tenerlo nascosto per tre mesi, poi si rese conto che prima o poi l'avrebbero scoperto. Allah (SWT) le ispirò allora di mettere il bambino in una cesta e di lasciarlo andare lungo il fiume Nilo (Corano XX. Ta-Ha, 38-39). 

Maryam, la sorella di Mûsâ, fu incaricata di controllare la cesta da lontano, di nascosto (Corano XXVIII. Al-Qasas, 11).

La cesta raggiunse l'altra sponda del fiume e uno dei membri della famiglia di Faraone fu sorpreso di trovarvi dentro un bambino. Mûsâ (su di lui la Pace) fu portato da Âsiya, la moglie di Fir’awn, che lo adottò. Âsiya, a differenza di suo marito, era una vera Credente (Corano XXVIII. Al-Qasas, 8-9). La sorella di Mûsâ si recò a palazzo e suggerì di affidare il bambino ad una nutrice, per allattarlo. Questa nutrice non era altri che la loro madre! Così, Mûsâ (su di lui la Pace) ritornò tra le braccia della sua mamma… Questo fu un miracolo, una prova del fatto che nessuno può distruggere una persona che Allah (SWT) ha deciso di proteggere…

Mûsâ (su di lui la Pace) crebbe nel palazzo di Fir’awn. Un giorno, intervenne nel litigio tra due uomini, un egiziano e un israelita. Quest'ultimo chiese il suo aiuto contro l'egiziano che lo stava picchiando. Mûsâ (*) lo colpì con un pugno e accidentalmente lo uccise (Corano XXVIII. Al-Qasas, 15).

Lasciò allora il palazzo di Faraone e si recò a Madyan (Corano XXVIII. Al-Qasas, 22-28). Rimase là per dieci anni, prima di partire per Tuwâ, una vallata ai piedi del monte Sinai. Qui, Mûsâ (*) ricevette la Guida Divina da Allah l'Altissimo, Che lo scelse come Suo Messaggero (Corano XXVIII. Al-Qasas, 30).

Allah (SWT) conferì a Mûsâ (*) due segni: un bastone che, una volta lanciato, si trasformava col permesso di Allah (SWT) in un serpente, e la capacità di rendere la sua mano bianca dopo averla nascosta sotto l'ascella (Corano XX. Ta-Ha, 17-22).

Allah (SWT) ordinò a Mûsâ (*) di recarsi da Fir’awn invitandolo al TAWHÎD (Corano XX. Ta-Ha, 42-44). Il Profeta implorò Allah (SWT) di concedergli come aiutante suo fratello Hârûn (su di lui la Pace), e Allah l'Altissimo esaudì la sua preghiera.

Mûsâ e Hârûn (Pace su entrambi) andarono da Fir’awn e discussero con lui, avvertendolo che Allah l'Altissimo aveva scelto Mûsâ (*) per salvare gli Israeliti dall'oppressione degli Egiziani. Fir’awn rifiutò di lasciar partire gli Israeliti (Corano XX. Ta-Ha, 47-54; XXVI. Ash-Shu’arâ', 16-17).

Fir’awn si beffò del Profeta Mûsâ (su di lui la Pace). Mûsâ (*) mostrò i segni concessigli da Allah (SWT) perché Faraone si convincesse della veridicità del suo Messaggio. Gettò il suo bastone, che per volere di Allah (SWT) si trasformò in un serpente. Mûsâ (*) lo raccolse ed esso ridivenne un bastone. Fir’awn e i suoi seguaci ne furono sbalorditi, ma pensarono che Mûsâ (*) fosse un mago, così lo sfidarono ad affrontare i loro maghi, sostenendo che gli avrebbero mostrato magie ancor più sbalorditive (Corano XXVI. Ash-Shuarâ', 23-37).

Nel giorno stabilito, i maghi di Faraone furono gravemente sconfitti. I falsi serpenti da essi prodotti furono inghiottiti dal bastone di Mûsâ (*) trasformato anch'esso in serpente. Faraone e i suoi maghi non potevano credere ai loro occhi. I maghi riconobbero la Verità e professarono la loro fede in Allah (SWT) (Corano XXVI. Ash-Shuarâ', 38-47).

Faraone, invece, divenne ancora più malvagio ed aumentò le torture inflitte ai Banî Isrâ'îl.

Allah (SWT) ordinò a Mûsâ (*) di lasciare l'Egitto con tutto il suo popolo (Corano XX. Ta-Ha, 77). Mûsâ avvertì gli Israeliti di tenersi pronti, e una notte lasciarono l'Egitto. Faraone e i suoi soldati li inseguirono. Quando gli Israeliti si trovarono dinanzi al mare, temettero di essere catturati. Ma, in quel momento, Allah (SWT) ordinò a Mûsâ (*) di battere il suo bastone sull'acqua. Appena fatto ciò, il mare si divise in due, permettendo ai Banî Isrâ'îl di attraversarlo (Corano XXVI. Ash-Shu’arâ', 52-65).

 

 

Fir'awn li inseguì, ma quando, con tutto il suo esercito, si trovò nel mare, Allah (SWT) fece sì che l'acqua tornasse al suo posto, sommergendoli e annegandoli (Corano XXVI. Ash-Shuarâ', 66). È così che Allah (SWT) punisce i trasgressori e aiuta i Suoi servi devoti...


 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: Humayra alle ore 17:56 | link |
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venerdì, 30 dicembre 2005

I RITI DELL'HAJJ... sulle orme del Profeta Ibrâhîm ('alayhi-s-Salâm...)

Spetta agli uomini che ne hanno la possibilità di andare, per Allah, in pellegrinaggio alla Casa. QUanto a colui che lo nega, sappia che Allah fa a meno delle creature (Corano III. Âl-'Imrân, 97)

Durante il Pellegrinaggio, atto di obbedienza ad Allah Ta'ala, i Credenti compiono una serie di riti evocanti il loro legame con il Profeta Ibrâhîm (pace su di lui), il primo a cui Allah l'Altissimo ordinò di fare appello alle genti perché compissero l'Hajj.

Questi riti furono insegnati dal Profeta Muhammad (sallAllahu 'alayhi waSallam) nel corso del Pellegrinaggio d'Addio (Hajjatu-l-Wada')

Come Ibrâhîm  (pace su di lui) - quando egli lasciò la sua terra natale d'Iraq per l'Arabia, i Pellegrini lasciano il loro Paese e partono verso la Terra Santa.

Avvicinandosi a Makkah, abbandonano i loro abiti abituali per rivestirsi di due pezzi di stoffa non cuciti, simili all'abbigliamento semplice portato dai Profeti Ibrâhîm e Ismâ'îl (pace su entrambi). (Le sorelle invece si rivestono di un abito semplice con un hijâb che copra tutto il corpo, tranne il viso e le mani). In questo modo, i Pellegrini dimenticano se sono ricchi o poveri, celebri o sconosciuti: sono tutti uguali dinanzi ad Allah l'Altissimo.

I Pellegrini compiono il Tawâf (sette giri) intorno alla Ka'bah, la "Casa di Allah", costruita da Ibrâhîm e Ismâ'îl all'appello del loro Signore.

Nel corso di tutti i riti dell'Hajj, i Credenti esprimono la loro sottomissione ad Allah Ta'ala ripetendo la TALBIYYAH.

Poi i Pellegrini effettuano il SA'Y, che significa marciare sette volte a passo veloce tra le colline di as-SAFÂ e MARWÂ, per ricordare come HÂJAR, la moglie di Ibrâhîm ('alayhi-s-salâm) corse cercando l'acqua per dissetare il suo bambino, Ismâ'îl ('alayhi-s-Salâm), finché Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo) fece sgorgare il pozzo di Zamzam...

A MINA, Ibrâhîm (pace su di lui), pronto a sacrificare suo figlio per obbedire all'ordine del suo Signore (SWT), fu autorizzato da Allah l'Altissimo a sacrificare un montone al suo posto. Per commemorare questo atto, i Pellegrini fanno altrettanto nel Giorno del Sacrificio (Yawm an-Nahr). E dappertutto nel mondo, in questo stesso giorno dell' 'ÎD AL-ADHÂ, centinaia di milioni di Musulmani ripetono lo stesso rito...

Imitando il gesto di Ibrâhîm ('alayhi-s-salam), quando gettò delle pietre contro Shaytân (a'udhubillah), che aveva voluto opporsi alla volontà divina, i Pellegrini, a Minâ, lanciano delle pietre contro i tre pilastri (le JAMARÂT).

L'assembramento di tutti i Pellegrini sulla pianura di 'ARAFAT è spiritualmente il momento più intenso dell'Hajj. Là, tutti riuniti come saranno gli esseri umani nel Giorno del Giudizio, i Pellegrini promettono solennemente ad Allah (SubhanaHu waTa'ala) di vivere secondo l'esempio donato loro da Ibrâhîm, 'Ismâ'îl e Hâjar (pace su di loro): di obbedire agli ordini di Allah l'Altissimo, di fondare la loro vita sulla Verità e, se necessario, di rinunciare ai piaceri e alle comodità della vita di quaggiù... Allah Ta'ala sarà sempre il loro fine...

postato da: Humayra alle ore 15:57 | link |
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LE TAPPE DEL PELLEGRINAGGIO

All'inizio del mese di Dhu-l-Hijjah, i pellegrini giungono a Makkah

La Kaaba

Compiono il Tawâf attorno alla Ka'ba,

poi il Sa'y tra Safâ e Marwâ (clicca qui per leggere la storia di Hâjar...)

8 Dhu-l-Hijjah: YAWM AT-TARWIYA: partenza per Mina

Il 9 Dhu-l-Hijjah, al mattino, i Pellegrini si recano ad ARAFAT:
la stazione (Wuqûf) di Arafat è il rito centrale dell'Hajj

La sera del 9, partono verso MUZDALIFA, per passarvi la notte

Il mattino del 10, si torna a MINA per la lapidazione delle JAMARÂT
E' il Giorno del Sacrificio ('ÎD AL-ADHÂ)

Sempre il giorno 10, ci si reca a MAKKAH per il TAWÂF...

... e poi di nuovo a MINA:
i giorni 11, 12 e 13 si completa il rito delle lapidazioni.
Questi giorni sono chiamati AYYAM at-TASHRÎK

Si torna poi alla KA'BAH per il TAWÂF d'ADDIO...
Ora i Pellegrini tornano a casa...

Che ALLAH TA'ALA accetti il Pellegrinaggio di tutti i Suoi servi devoti, amin...

postato da: Humayra alle ore 13:57 | link |
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LA TALBIYYAH

LabbaykAllahumma labbayk
Labbayka lâ sharîka laka labbayk
Inna-l-Hamda wa-n-Ni'mata laka wa-l-Mulk

Lâ sharîka laka...


Eccomi a Te, o mio Dio, eccomi a Te!

Eccomi a Te, non hai associati a Te, eccomi a Te!

In verità la Lode, i Favori e il Regno sono Tuoi,

non hai associati!...

(clicca QUI per ascoltare la talbiyyah!)


Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse:
«Nessun credente pronuncia per Allah la talbiyyah del pellegrinaggio senza che tutto ciò che si trova alla sua destra e alla sua sinistra, fino all’orizzonte, non testimoni per lui» (Ruzayn)

postato da: Humayra alle ore 13:31 | link |
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domenica, 25 dicembre 2005

LE VOSTRE LETTERINE

BismillahirRahmanirRahim

إحسان تربية البنات سبب لدخول الجنة

Assalamu ‘alaykum. Mi chiamo Ines, sono una sorella Musulmana e ho 6 anni e 1/2.

Una mattina mi sono svegliata per andare a scuola, ho preso un velo di nascosto a mia mamma e poi sono andata in classe e l'ho indossato. Adesso non lo tolgo più!

InshaAllah quando sarò grande voglio mettere il niqab.

Arrivata a casa, ho fatto una sorpresa ai miei genitori e a mio fratello Karim. Da quel giorno ho iniziato anche a fare le 5 preghiere. Alhamdulillah sono felice di avere l'hijab e di avere ubbidito ad Allah (SWT).

Assalamu ‘alaykum!

Inèss

postato da: Humayra alle ore 13:43 | link |
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sabato, 24 dicembre 2005

 LA QIBLA

In tutto il mondo, più di 1 miliardo di Musulmani pregano rivolti verso una specifica direzione (al-qibla), la direzione di Makkah al-Mukarramah, la città dove si trova la Ka’ba, la Casa di Allah (SWT).

Sapete perché?

All'inizio della Missione del Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam), i Musulmani compivano la Salat rivolti verso al-Quds (Gerusalemme), che è il terzo Luogo Santo dell'Islam.

Fu nel mese di Sha’ban, nell'anno 2 dell'Hijra, che Allah l'Altissimo ordinò ai Musulmani di pregare in direzione della Ka’ba.

Dice Allah (SWT):

Ti abbiamo visto volgere il viso al cielo. Ebbene, ti daremo un orientamento che ti piacerà. Volgiti dunque verso la Sacra Moschea. Ovunque siate, rivolgete il volto nella sua direzione… (Corano II. Al-Baqara, 144)

La Ka’ba è il primo tempio fondato per adorare Allah l'Altissimo; fu costruita dal Profeta Ibrâhîm (Abramo, su di lui la pace), aiutato dal figlio Isma’îl (Ismaele, su di lui la pace) molto, molto tempo fa.

Fu dalla città di Makkah che il Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui) cominciò a predicare l'Islam.

Ed è a Makkah che i Musulmani si recano in Pellegrinaggio (al-Hajj).

Pregando in direzione della Ka’ba, obbediamo ad Allah (SubhânaHu waTa’âlâ) e ci ricordiamo di tutto ciò.

Nello stesso tempo, formiamo un immenso cerchio in cui la Ka’ba è il centro…

postato da: Humayra alle ore 16:44 | link |
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IL JIHAD

 

Il solo obiettivo della vita del Musulmano è quello di essere costantemente in lotta contro l'ignoranza e l'ingiustizia, sempre pronto a sacrificare tutto per la salvaguardia e la sicurezza dell'Islam e della società Musulmana. Nella terminologia religiosa, gli sforzi e i sacrifici del Musulmano per raggiungere questo obiettivo sono chiamati "JIHAD FI SABILILLAH", ossia SFORZO, LOTTA, SULLA VIA DI ALLAH (SWT).

Vi sono vari tipi di Jihad.

Per esempio, è Jihad istruire gli analfabeti e gli ignoranti, è Jihad costruire moschee, scuole, ospedali, ecc… E' anche Jihad dire la Verità davanti ad un tiranno.

Ma il Jihad più grande è la difesa della società Musulmana, quando essa venga attaccata dai nemici dell'Islam.

Quando i Musulmani, in qualsiasi parte del mondo, vengono umiliati, ridotti in schiavitù, torturati o uccisi; quando vengono ingiustamente scacciati dalle loro case e dalla loro terra, ogni Credente, ovunque si trovi, ha il dovere di intervenire in loro difesa contro gli oppressori.

Dunque, se qualcuno fugge davanti a questo dovere, come disse il Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhy waSallam), ha in sé una delle qualità dell'ipocrita.

Il Jihad combattuto con le armi ha delle regole precise; bisogna infatti combattere risparmiando in ogni modo sofferenze agli innocenti e mirando al ripristino della Pace e della Giustizia.

Il Califfo Abu Bakr as-Siddiq (che Allah sia soddisfatto di lui) disse al comandante Usama ibnu Zayd (che Allah sia soddisfatto del padre e del figlio), prima della sua partenza per una spedizione militare: "Non uccidete vecchi, donne e bambini. Non rovinate palmizi e non abbattete alberi da frutta. Non uccidete pecore, mucche o cammelli, tranne che per cibarvi delle loro carni. Se troverete sulla vostra strada persone che vivono in monasteri, non disturbatele".

Il combattente Musulmano è benedetto da Allah (SWT) in ogni circostanza. Se sopravvive alla guerra, sarà un MUJAHID, se invece muore combattendo solo per Allah (SWT) diviene SHAHID (martire).

E, secondo la promessa di Allah (SWT), il martire acquista la vita eterna in Paradiso…

postato da: Humayra alle ore 16:34 | link |
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venerdì, 23 dicembre 2005

LA STORIA DELLA CREAZIONE

E L'INIZIO DELL'UMANITA'

 

 

Allah (SWT) creò le stelle, il sole, la luna e tutti gli altri pianeti. Egli creò anche la Terra. Sulla Terra creò gli oceani, le foreste, le montagne, i fiumi, gli alberi e i fiori. Poi Allah (SWT) volle creare l'uomo, e così fece.

Lo chiamò ADAMO, il primo uomo.

Adamo (*) era una creatura speciale di Allah (SWT). Allah (SWT) gli diede la conoscenza delle cose. Gli diede una mente per pensare e con la quale poter scegliere. Gli diede un cuore per provare sentimenti e per amare. Allah (SWT) chiese ad Adamo (*) di vivere in un posto speciale chiamato JANNAH (il Paradiso). Jannah significa 'giardino'. Allah (SWT) diede tutto ad Adamo (*) ed egli era molto felice nel Jannah.

Allah (SWT) fece di Adamo (*) il suo PRIMO PROFETA.

LA DISOBBEDIENZA DI IBLIS

Allah (SWT) insegnò ad Adamo (*) molte cose. Gli insegnò i nomi delle cose e lo rese particolarmente sapiente. Gli angeli stessi non sapevano tanto quanto Adamo (*). Egli era una creatura speciale di Allah (SWT).

Poi, un giorno, Allah (SWT) chiese agli angeli e ai jinn di venire a vedere Adamo (*), la Sua nuova creatura. Quando tutti furono presenti, Allah (SWT) chiese agli angeli i nomi di alcune cose, ma gli angeli non sapevano rispondere. Essi dissero: "O Allah (SWT), noi sappiamo solo quello che Tu ci hai insegnato. Non conosciamo i nomi di queste cose".

Allora Allah (SWT) chiese ad Adamo di dirgli i nomi di quelle cose ed egli fu in grado di dirglieli, perché Allah (SWT) gli aveva dato una CONOSCENZA SPECIALE e gli aveva insegnato i nomi di tutte le cose.

Allah (SWT) disse agli angeli di prosternarsi davanti ad Adamo (*), perché era una creatura superiore. Tutti gli angeli si inchinarono davanti ad Adamo (*).

C'era un jinn con gli angeli. Il suo nome era IBLIS. Iblis era molto ORGOGLIOSO e testardo. Pensava di essere il migliore di tutti, perciò decise di non obbedire ad ALLAH (SWT)! Rifiutò di prosternarsi davanti ad Adamo (*). Disse: "Io sono meglio di lui!".

Allah (SWT) è dolce e Misericordioso, ma non Gli piace la disobbedienza.

Ad Allah (SWT) non piacque il rifiuto di Iblis e gli fece lasciare per sempre il Jannah.

Iblis non ebbe altra scelta. Quando partì, promise ad Allah (SWT) che avrebbe cercato di far disobbedire Adamo (*) e tutta la sua discendenza. Allah (SWT) gli diede il permesso di provare, ma disse che sui Suoi servi non avrebbe avuto alcun potere.

(Tratto da "IQRA': Kindergarten curriculum,
Islamic History"
, di Tasneema Ghazi,
International Educational Foundation - Chicago)
(a cura di Amina I. Fazio)

 

postato da: Humayra alle ore 22:59 | link |
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Il sacrificio del piccolo Usama

"Là! Ho visto la luna!" disse il piccolo Usama a suo padre. Tutti i bambini cercavano di scorgere la luna nuova che segnava l'inizio del mese di Dhu-l-Hijjah.

"Sì, ora la vedo anch'io!" disse il suo fratellino ´Umar. "Papà, possiamo andare a comprare un montone domani?". "Certamente, inshaAllah ci andremo dopo la preghiera del Zuhr" rispose il loro papà.

Il giorno dopo, i bambini andarono in auto col papà in una cascina a comprare un montone che avrebbero sgozzato il giorno dell' 'Aid, in ricordo di ciò che aveva fatto il Profeta Ibrahim (a.s.).

Portando a casa il montone, il papà spiegò loro: "Voi bambini potrete occuparvene in questi giorni, gli darete da mangiare e potrete anche giocare con lui". Il mattino dopo, Usama si alzò, fece la preghiera del Subh (anche se aveva solo 6 anni, pregava ogni mattina puntuale alhamdulillah) e uscì di corsa in giardino a giocare col montone. Lo chiamò e gli diede della paglia e un po' d'acqua.

I bambini continuarono ad occuparsi del montone a turno, fino al giorno dell' 'Aid. Si affezionarono molto all'animale.

Dopo la preghiera dell' ''Aid al-Adha, la Festa del Sacrificio, la famiglia rientrò a casa. Era venuto il momento di sgozzare il montone.

"Pppapà, ppperchè vvvuoi ucccidere il mio mmmontone??..." chiese Usama in lacrime, mentre suo padre affilava il coltello.

"Dobbiamo ucciderlo, perché Allah (SWT) ce l'ha ordinato" rispose il papà. "Ogni anno, il giorno della Festa del Sacrificio, i Musulmani di tutto il mondo, se ne hanno la possibilità, sgozzano un montone, o una capra, o una mucca o un cammello. E sai perché? Devi sapere che Allah (SubhanaHu waTala) ordinò al Profeta Ibrahim ('alayhi-s-Salam) di sgozzare suo figlio Isma'il ('alayhi-s-Salam), per metterlo alla prova. Il Profeta Ibrahim (a.s.) si apprestava ad obbedire, poiché si trattava di un ordine di Allah (SWT). Ma Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo) gli donò un montone da sacrificare al posto del figlio, e fu così che Ibrahim sgozzò il montone. Per commemorare questo immenso sacrificio, viene chiesto ai Musulmani di sgozzare un animale per poi regalare una parte della carne ai poveri. Anche tu e i tuoi fratelli, inshaAllah, dovrete farlo quando sarete grandi".

Usama non rispose nulla. Guardò con aria triste suo padre sgozzare il montone. I suoi fratelli più grandi lo aiutarono a finire il lavoro.

Riflettendo sulle parole del papà, Usama capì che gli aveva spiegato il significato della parola sacrificio: rinunciare a qualcosa che si ama per uno scopo più importante.

Alhamdulillah, aveva proprio un bravo papà. Ora si sentiva felice, perché sapeva che avevano sgozzato il montone per obbedire all'ordine di Allah (Gloria a Lui, lAltissimo).

Entrò dunque in casa per aiutare la mamma a pulire la carne.

 

postato da: Humayra alle ore 22:50 | link |
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giovedì, 22 dicembre 2005

Viaggio nei Luoghi Santi

Chiama le genti al Pellegrinaggio: verranno a te a piedi e con cammelli slanciati da ogni remota contrada... (Corano XXII. Al-Hajj, 27)

Tutti gli anni, nel mese di Dhu-l-Hijjah, più di due milioni di Musulmani e Musulmane si recano a Makkah (La Mecca) e a Madinah (Medina) per compiere il Pellegrinaggio (al-Hajj). E’ il più grande raggruppamento umano del mondo. Tutti vestiti di bianco nel loro ihrâm (l’abito formato da due teli di stoffa senza cuciture), i pellegrini si mescolano gli uni agli altri senza alcuna differenza di origine o di ricchezza. Le pellegrine si vestono normalmente col loro hijab, in modo semplice. Il loro solo scopo è quello di adorare tutti insieme Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo, seguendo così l’esempio del Profeta Ibrâhîm (Pace su di lui) e del Profeta Muhammad (la Pace e le Benedizioni di Allah siano su di lui).

Il Pellegrinaggio è il quinto pilastro dell’Islam, e ciascun Musulmano che ne abbia la possibilità deve compierlo almeno una volta nella vita. Allah il Misericordioso perdona ai pellegrini i loro peccati. Il Profeta Muhammad (sallaAllahu ´alayhi waSallam) disse: "Colui che compie il Pellegrinaggio a questa Casa (la Ka´bah) senza commettere oscenità né trasgressioni, ritorna così come sua madre lo mise al mondo". E’ dunque normale che, una volta tornati a casa, i Pellegrini abbiano nostalgia di Makkah e sentano il desiderio di tornarci presto. Che Allah l’Altissimo ci aiuti a recarci presto al Pellegrinaggio! Amin!E’ dunque normale che, una volta tornati a casa, i Pellegrini abbiano nostalgia di Makkah e sentano il desiderio di tornarci presto. Che Allah l’Altissimo ci aiuti a recarci presto al Pellegrinaggio! Amin!

postato da: Humayra alle ore 20:30 | link |
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mercoledì, 21 dicembre 2005

I CINQUE PILASTRI DELL'ISLAM

Siamo Musulmani.

In quanto Musulmani, dobbiamo compiere alcuni doveri fndamentali.
Quali sono questi doveri?
Questi doveri sono cinque:

1) Ash-Shahâdah (la professione di fede

2) As-Salât (le cinque preghiere quotidiane obbligatorie)

3) Az-Zakât (l'elemosina legale)

4) As-Sawm (il digiuno durante il mese di ramadan)

5) Al-Hajj (il Pellegrinaggio a Makkah)

Questi doveri sono chiamati ARKÂN AL-ISLÂM (I Pilastri dell'Islâm)

postato da: Humayra alle ore 23:10 | link |
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La vita di
‘Aisha bint Abî Bakr
(che Allah l'Altissimo sia soddisfatto del padre e della figlia)  


‘Aisha (che Allah l'Altissimo sia soddisfatto di lei) nacque a Makkah.

Suo padre era Abû Bakr (che Allah l'Altissimo sia soddisfatto di lui), il primo uomo ad essersi convertito all'Islam; sua madre era Umm Rumân (che Allah l'Altissimo sia soddisfatto di lei), una donna che, come disse il Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui), somigliava ad una Hûrî del Paradiso.

Dopo la morte di Khadija (che Allah l'Altissimo sia soddisfatto di lei), la prima sposa del Profeta Muhammad (s), Allah l'Altissimo gli rivelò in sogno che doveva risposarsi, e gli mostrò la sua nuova sposa: Aisha (radiAllahu anha).

‘Aisha (r) ricercava continuamente il Sapere; discuteva col Profeta (sallAllahu alayhi waSallam) su numerose questioni religiose, e ciò le permise di imparare molte cose. Possedeva conoscenze in numerose materie: il diritto, gli ahadîth, l'interpretazione del Corano, le regole di buon comportamento, e molto di più.

I Sahaba (r), dopo la morte del Messaggero di Allah (s), venivano a trovarla per interrogarla su ciò che non comprendevano e per informarsi su quale fosse il comportamento del Profeta Muhammad (s) in famiglia.

Quando ‘Aisha (r) ascoltava degli errori di interpretazione da parte dei Compagni del Profeta (s) su degli atti religiosi, li correggeva.

Diede risposte a questioni spinose durante i Califfati di ‘Umar e ‘Uthmân (che Allah l'Altissimo sia soddisfatto di loro).

Malgrado il suo immenso Sapere, ‘Aisha (r) era modesta e di una grande onestà: quando non conosceva la risposta ad una determinata domanda, o pensava che qualcun altro fosse meglio informato di lei, non esitava ad ammetterlo.

La Madre dei Credenti ‘Aisha (r) aveva numerose qualità, tra le quali ricordiamo la sua generosità e la sua umiltà (non amava ricevere elogi). Era anche molto coraggiosa: quando aveva appena 11 anni portava l'acqua ai Mujâhidîn Musulmani durante la battaglia di Uhud!

Il Profeta (s) la amava molto. Anas ibn Malik (r) un giorno gli chiese: «O Messaggero di Allah! Chi ami di più?», ed egli (s) rispose: « ‘Aisha». «E tra gli uomini?». «Suo padre» rispose il Profeta (s). (riferito nelle principali raccolte di ahadîth)

‘Aisha (r) era onorata da tutti. Raccontò che un giorno il suo nobile marito (s) le disse: « ‘Aisha, Jibrîl ti saluta». Ella (r) rispose: «Che la Pace sia su di lui, così come la Misericordia e le Benedizioni di Allah (SWT)» (riferito da Bukhârî e Muslim).

Il Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui) era solito chiamare con affetto sua moglie ‘Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) «Humayra'» ("piccola rossa") - secondo l'opinione di alcuni Sapienti perché aveva i capelli rossi, secondo altri perché aveva la pelle molto bianca.

Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) morì tra le braccia di ‘Aisha (r) e fu seppellito nella sua camera, così come lo furono, più tardi, i Califfi Abu Bakr e ‘Umar e (che Allah l'Altissimo sia soddisfatto di loro).

‘Aisha (r) continuò a propagare il suo Sapere e a rendersi utile alla Ummah (Comunità Musulmana) fino alla morte. Si ammalò e morì all'età di 66 anni.

Che ALLAH l'Altissimo sia soddisfatto della nostra Madre dei Credenti! AMIN.

Glitters

postato da: Humayra alle ore 16:40 | link |
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martedì, 20 dicembre 2005

ALLAH (SubhanaHu waTa‘ala)

Miei cari bambini!
Guardate questa immagine:

 

 

 

 

Vedete il mare, il cielo e la terra.

Chi li ha creati? E’ ALLAH (SubhanaHu waTa‘ala) Che li ha creati.

Chi ci ha creati? E’ ALLAH (SubhanaHu waTa‘ala) Che ci ha creati.

Chi è ALLAH?  ALLAH (Gloria a Lui, l’Altissimo) è il nostro CREATORE.

Egli è il Creatore di tutte le cose.

Dov’è ALLAH (SubhanaHu waTa‘ala)? Allah è in cielo, sul suo Trono.

Allah è sempre con noi, Egli sa tutto ciò che accade, dovunque, in ogni momento.

Cosa fa Allah (SWT)? Allah controlla l’universo e tutto ciò che contiene.

Allah (SWT) è Unico? Sì, ALLAH E’ UNICO!

Chi ha creato Allah? NESSUNO HA CREATO ALLAH, SubhanaHu waTa‘ala!

Egli esisteva già, prima di tutte le cose. Egli esisterà per sempre.
E’ il Primo e l’Ultimo.

Allah ha degli associati? NO, ALLAH (SWT) NON HA NESSUN ASSOCIATO!

Allah (SWT) ha un papà o una mamma? No, Allah (SWT)non ha né padre né madre!

Allah (SWT) ha dei figli o delle figlie? No, ALLAH (SWT) non ha né figli né figlie!

Chi siamo noi davanti ad Allah (SWT)? Noi siamo i servi di Allah (SWT).

Chi è Allah (SWT) per noi? Allah (SWT) è il nostro Signore e Padrone.

Perché Allah (SWT) ci ha creati?... Allah (SWT) ci ha creati perché Lo adorassimo, obbedendogli.

Allah l’Altissimo dice nel SUBLIME CORANO:

 

 wamâ khalaqtu-l-jinna wa-l-insa illâ liya‘budûni

Non ho creato i jinn e gli uomini se non perché Mi adorassero
(Corano LI. Adh-Dhâriyât – Quelle che spargono, 56)

Possiamo vedere Allah (SWT)? No, non possiamo vedere Allah (SWT).

Allah (SWT) ci vede? Sì, Allah (SWT) ci vede in ogni momento.

Allah è l’ONNIPOTENTE.
E’ Benevolo verso di noi e ci ama.

Ci ha donato tutto ciò che possediamo.
Ci ha donato la nostra mamma e il nostro papà,
le nostre sorelle e i nostri fratelli,
che vegliano su di noi e ci amano.

Allah (SWT) ci dà da mangiare, da bere,
ci dona la luce, l’aria che respiriamo, e tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

Noi, come tutto ciò che è sulla terra,
apparteniamo ad Allah (SubhanaHu waTa‘ala)

(tratto da: L’Islam spiegato ai bambini, di Ghulam Sarwar)

postato da: Humayra alle ore 21:56 | link |
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Lettere Palestinesi…

Assalamu ‘alaykum waRahmatullahi Ta’ala waBarakatuHu

Cari bambini,

Le lettere che seguono sono alcune delle testimonianze dei nostri piccoli fratelli Palestinesi, e sono state inviate al sito "La Page de l’Islam" dalla loro direttrice, Adila Laidi, del Centro Culturale Khalil Sakakini di Ramallah...

 

Mi chiamo Alayyan Zayed, ho 9 anni. Non posso giocare nel mio cortile. Non posso uscire dinanzi alla porta d’entrata di casa mia, a causa del coprifuoco. Ho nascosto i miei giocattoli, perché ho paura che i soldati israeliani mi portino via, dato che ho fucili giocattolo e carrarmati in miniatura. Non posso nemmeno arrivare fino al negozietto per comprare le caramelle, a causa del coprifuoco.

Ecco una lettera di Rana a tutto il mondo: In questo momento, mio padre è lontano. Quando ho notato per la prima volta che mia sorella e mia madre piangevano guardando la TV, che trasmetteva le immagini di soldati israeliani che uccidevano gli uomini arrestati, ho creduto che mio papà fosse uno di loro. Ho cominciato a piangere, e piangere... e poi, nel giro di un minuto, mi sono chiesta: perché piango? E’ il nostro destino...

Mi chiamo Ahmed Tuqan, ho 7 anni. Da quando l’Intifada è cominciata, abbiamo iniziato a traslocare da una casa all’altra. Ogni settimana, abitiamo in una casa diversa. Gli israeliani entrano nelle case e fanno paura alla gente. Quando sono entrati a Gerusalemme, abbiamo traslocato a Ramallah, e quando sono entrati a Ramallah, siamo ritornati a Gerusalemme

Mi chiamo Ala’ Jibrin, ho 12 anni: abito a Ramallah in una vecchia casa di una sola stanza. Non vi sono bagni, allora dobbiamo usare la toilette esterna dei nostri vicini, a 30 metri da casa nostra. I soldati israeliani ci impediscono di arrivarci o di andare in cucina, dato che anch’essa si trova all’esterno della casa. Non possiamo nemmeno preparare da mangiare. Siamo 8 tra fratelli e sorelle in questa situazione difficile. Non ci capiamo nulla e non sappiamo cosa fare; se usciamo può darsi che ci sparino addosso. In più, i soldati israeliani gettano la loro immondizia, fanno la cacca e la pipì davanti alla nostra porta d’entrata. L’elettricità è interrotta da ieri. Siamo nervosi, ed è una situazione psicologicamente difficile.

Preghiamo Allah, e chiediamo ad ogni persona di questa terra che provi dei sentimenti umani di interporsi, e di mettere fine a questo incubo che vivono i bambini palestinesi.

Mi chiamo Yanal Zayed, ho 4 anni. Voglio nuotare. Voglio essere a casa mia, avere una casa e una finestra per guardare fuori...

 

Le testimonianze risalgono all’aprile 2002, quindi più di 3 anni fa... Ma in questi 3 anni quanti altri bambini hanno sofferto, hanno perso la casa, sono stati uccisi sotto l’occupazione...

E Yanal, che ora avrà 7 anni inshaAllah... Preghiamo Allah l’Altissimo, perché giunga presto il giorno in cui possa guardare senza paura dalla finestra, la finestra di una casa liberata, nella Terra Benedetta di Palestina... Amin

postato da: Humayra alle ore 21:40 | link |
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dal bellissimo (mashaAllah!) "Angolo dei bambini" del sito Mission Islam (clicca qui!)...
... per i Mujahidini che studiano l'inglese...

stampate questo post e... aiutate la piccola Humayra ad arrivare alla Ka'aba, inshaAllah!

postato da: Humayra alle ore 21:18 | link |
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lunedì, 19 dicembre 2005

SEI UN MUSULMANO EDUCATO ?

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Segna, tra le frasi seguenti, quelle che corrispondono al buon comportamento.

Incontro sul mio cammino un Musulmano. Cosa devo fare?

Gli passo davanti senza dirgli niente.

Mi dice "Assalàmu ‘alaykum", e io gli rispondo: "wa’alaykumu-s-salàm".

Cerco di dirgli "Assalàmu ‘alaykum" per primo

Mi dice "Assalàmu ‘alaykum", ma io non lo conosco. Dunque non gli rispondo.

Mi dice "Assalàmu ‘alaykum" e io gli rispondo "Ciao"

Mi dice "Assalàmu ‘alaykum" e io gli rispondo "wa’alaykumu-s-salàm warahmatullahi Ta’ala wabarakatuHu"

Ecco un versetto del Sublime Corano e due ahadìth che ti aiuteranno a rispondere, inshaAllah:

Dice Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo):

Se vi si saluta, rispondete con miglior saluto o, comunque, rispondete. Allah vi chiederà conto di ogni cosa. (Corano IV. An-Nisà’, 86)(Corano IV. An-Nisà’, 86)

(Corano IV. An-Nisà’, 86)

Il Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi wasallam) disse:

«Quando Allah (SWT) creò Adam (‘alayhi-s-salam), Allah l’Altissimo gli disse: "Vai a salutare quelli laggiù (un piccolo gruppo di angeli seduti là vicino); ascolta bene con quale formula ti saluteranno, e questo sarà il vostro modo di salutare, tuo e della tua discendenza". Egli disse loro: "Pace e benedizioni su di voi", ed essi risposero: "Che le benedizioni siano su di te, così come la Misericordia di Allah". Dunque aggiunsero: "Così come la Misericordia di Allah"»

(hadìth unanimemente accettato).

‘AbdAllah ibn ‘Amr (che Allah sia soddisfatto di entrambi) riferì che, quando un uomo chiese al Profeta (sallAllahu ‘alayhi wasallam) quale fosse il migliore Islam, egli (s) rispose: «Nutri e saluta coloro che conosci e coloro che non conosci» (Muslim).

Dunque, hai capito adesso?

Eccoti quindi la soluzione: la terza e la sesta frase sono le migliori, ma anche la seconda è corretta

postato da: Humayra alle ore 08:05 | link |
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STORIA DEI CIECHI E DELL'ELEFANTE 

Un gruppo di ciechi sentì che al loro paese era stato portato un animale straordinario chiamato elefante. Non avendone mai visto l'aspetto e neppure sentito il nome, dissero: "Dobbiamo proprio andare a constatare di che si tratta e a prenderne conoscenza palpandolo, perché questo ci è possibile".

Quando giunsero là dove era l'elefante, lo tastarono. La mano di uno fra essi si poggiò su una zampa dell'animale, quella di un altro sulle zanne, quella di un altro sull'orecchio.

Dissero: "Ora sappiamo com'è".

Quando si allontanarono, gli altri ciechi li interrogarono e le risposte furono diverse.

Disse quello che aveva palpato la zampa: "L'elefante evidentemente non rassomiglia che ad una colonna ruvida, salvo che è più morbido".

Quello che aveva palpato le zanne disse: "No, l'elefante non è come dice costui; è invece duro; non c'è nulla in lui di morbido. E' liscio, senza ruvidezza affatto. Non ha la grossezza della colonna, ché somiglia invece piuttosto ad un palo".

Disse quello che aveva palpato l'orecchio: "Per la mia vita! Sì, è morbido, però c'è in esso una certa ruvidezza. Ognuno dei miei due compagni ha detto il vero, però non è come un palo e non è come una colonna. E' come un pezzo di pelle largo e grosso".

Ognuno di quei ciechi aveva ragione a modo suo, giacché ognuno aveva dato notizia di quanto era riuscito a sapere dell'elefante e nessuno nella descrizione era andato al di là di quel che sapeva, ma essi tutti insieme non erano stati capaci di comprendere quale fosse il vero aspetto dell'elefante.

Rifletti su questa storia, tranne ammaestramento, giacché essa rispecchia la maggior parte dei casi in cui la gente è discorde.

Imam Abu Hamid al-Ghazali

postato da: Humayra alle ore 07:57 | link |
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venerdì, 16 dicembre 2005

Adottare il miglior comportamento per imparare:

Seguire l’esempio dei Sahaba

(che Allah l’Altissimo sia soddisfatto di tutti loro!)

 

I Sahaba (r) conoscevano l’importanza del SAPERE e del rispetto verso i Sapienti. Consacravano il loro tempo e i loro sforzi per imparare e ricordare perfettamente ciò che il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi wasallam) insegnava loro. Rimanevano assiduamente in sua compagnia. Si organizzavano tra loro perché nulla andasse perduto del suo insegnamento.

Quando si allontanavano dal Profeta (s), si affrettavano a ripassare ciò che avevano imparato, per non dimenticarlo. Anas ibn Malik (radi’ Allahu `anhu) riferì: «Quando ascoltavamo le parole del Profeta (s) le ripassavamo subito tra noi, quando uscivamo, fino ad impararle a memoria»

I Sahaba (r) ascoltavano attentamente il Messaggero di Allah (s) senza discutere tra loro mentre egli parlava; poi gli chiedevano gentilmente ciò che non avevano compreso.

Mettevano subito in pratica ciò che avevano imparato. Ripetevano regolarmente ciò che avevano memorizzato per potersene ricordare all’occorrenza.

Quando non conoscevano la risposta giusta a qualche domanda, rispondevano: «Non lo so. Allah è il Più Sapiente (Allahu a’alam)», piuttosto che inventare risposte errate. Questo non è un segno di debolezza, ma di forza di carattere.

Tale è l’attitudine che un buon allievo Musulmano dovrebbe tenere a scuola e fuori.

postato da: Humayra alle ore 21:37 | link |
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mercoledì, 14 dicembre 2005

IL PARADISO E' SOTTO I PIEDI DELLE MADRI...

Un giorno un uomo si recò dal Profeta Muhammad (che Allah lo benedica e l'abbia in Gloria).

Era chiaramente tormentato da qualche problema; di solito, infatti, la gente si recava dal Profeta (s) con ogni genere di problemi, soprattutto con quelli che non riuscivano a risolvere da soli.

Quindi anche quest'uomo doveva avere un problema serio se si era rivolto al Messaggero di Allah (s).

L'uomo chiese: "Dimmi, o Messaggero di Allah: io ho molti parenti e amici che amo, di cui desidero occuparmi e che voglio aiutare. Ma spesso ho difficoltà a decidere chi di loro ha il diritto più grande su di me. Chi viene prima di tutti?".

Il Profeta (s) rispose immediatamente: "Tua madre viene prima di tutti gli altri".

L'uomo fu molto contento di ricevere questo chiaro insegnamento dal Profeta (s). Ma certamente ora pensava che aveva anche altri parenti ed amici di cui occuparsi. Quindi chiese: "E dopo mia madre, chi ha il diritto più grande su di me?".

Con sua grande sorpresa, il Profeta (s) gli rispose per la seconda volta: "Tua madre!".

'Ho sentito bene?' si chiedeva tra sé e sé… 'perché il Profeta (s) si è ripetuto? Forse non ho parlato chiaramente, o forse il Profeta (s) non ha sentito chiaramente…'.

Quindi l'uomo chiese di nuovo: "Ciò che voglio sapere è: dopo mia madre, chi ha il maggior diritto su di me?".

Di nuovo il Profeta (s) ripeté le stesse parole: "Tua madre, tua madre, tua madre". Il Profeta (s) lo ripeté tre volte.

Lentamente l'uomo capì perché lo aveva fatto: 'Il Profeta (s) intende dire che mia madre è enormemente importante, così tanto che le mie attenzioni per lei si devono moltiplicare! Sì, ma tutti gli altri che amo e di cui desidero occuparmi?…'.

Desideroso di sapere, l'uomo chiese ancora una volta al Profeta (s): "E dopo aver assolto i doveri verso mia madre, chi viene dopo di lei? C'è qualcuno vicino a lei?".

Il Profeta (s) rispose: "I tuoi parenti prossimi!"

Ora l'uomo aveva ben chiari i suoi doveri: doveva servire sua madre prima di chiunque altro, e poi prendersi cura di suo padre, dei nonni, dei fratelli, delle sorelle, degli zii e delle zie, finché avesse compiuto il suo dovere nei confronti di tutti i suoi parenti.  

 

Il Profeta Muhammad (s) disse:

 

"IL PARADISO E' SOTTO I PIEDI DELLE MADRI"

postato da: Humayra alle ore 07:56 | link |
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domenica, 11 dicembre 2005

IL FARDELLO ETERNO   


Un sultano, che amava la magnificenza, decise un giorno di abbellire ed estendere i giardini del suo palazzo.

Acquistò tutte le terre confinanti con il suo parco. Solo una povera vedova si rifiutò di vendere, allora il sultano l'espropriò forzatamente del suo terreno.

La povera donna andò, in lacrime, a trovare il giudice (qadi).

Gli spiegò tutto ciò che era successo. Egli trovò la questione molto spinosa, poiché, anche se la vedova aveva ragione, come fare in modo che il sultano si sottomettesse alla Legge?…

Il giudice sellò il suo asino, lo caricò di un grande sacco e si rese nei giardini del palazzo, dove incontrò il sultano. L'arrivo del qadi in groppa all'asino e con quel grosso sacco provocò lo stupore del sovrano, che fu ancora più sorpreso quando il giudice gli si fermò dinanzi e gli chiese: "Mi permetti, o sultano, di riempire questo sacco di terra?".

Il sultano gli diede il permesso. Quando il sacco fu pieno, il qadi chiese al sultano di aiutarlo a caricare il sacco in groppa all'asino. Il sovrano trovò la richiesta ancora più strana, tuttavia si mise all'opera. Ma il sacco era troppo pesante, qualunque sforzo facessero i due uomini. Il sultano, infine, esclamò: "Qadi, questo fardello è troppo pesante!!!".

"Signore" disse il giudice, "tu trovi questo fardello troppo pesante, e tuttavia non è che una piccola porzione della terra che hai tolto ingiustamente ad una povera vedova. Come potrai portarla interamente quando, il Giorno del Giudizio, Allah l'Altissimo te la poserà sulle spalle?…"

Il sultano non seppe cosa rispondere. Elogiò il saggio ardire del qadi e rese alla vedova il suo giardino, con tutti gli edifici che vi aveva fatto costruire.

postato da: Humayra alle ore 21:58 | link |
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Mi domando… 

di Camilla Badr
(tratto da: "HUDA", giornalino Musulmano stampato in Germania)

 

 

Mi domando:
se il Profeta Muhammad (s) venisse a trovarti,
solo per un giorno o due,
se arrivasse così,
improvvisamente,
cosa faresti tu?

Oh, lo so, daresti la tua stanza migliore
ad un ospite così onorevole,
e il cibo che gli serviresti
sarebbe il più squisito che puoi,
e gli diresti quanto sei felice
di stare in sua compagnia,
e che servirlo nella tua casa
è una felicità senza paragone.

MA… Quando lo vedrai arrivare,
correrai ad accoglierlo alla porta,
con le braccia aperte,
dando il benvenuto all'ospite?

OPPURE…

Dovresti cambiarti d'abito
prima di farlo entrare?
O nascondere qualche rivista
e mettere il Corano al suo posto?
Lasceresti accesa la TV sullo stesso canale?
Oppure dovresti correre a spegnerla,
prima di farlo accomodare?
Dovresti spegnere la radio,
e sperare che egli (s) non abbia sentito?
…e desiderare di non aver urlato a squarciagola
quelle parole avventate?…
Dovresti nascondere i CD musicali,
e tirare fuori il libro degli ahadith?

Lo lasceresti tranquillamente entrare
o ti precipiteresti fuori,
cercando di prendere tempo?…

E… Mi domando…

Se il Profeta (s) volesse passare
due o tre giorni a casa tua,
potresti fare
tutte le cose che fai di solito?

Potresti tranquillamente dire
le cose che dici sempre?

La tua vita potrebbe continuare
così come scorre ogni giorno?

La tua conversazione familiare
avrebbe il solito andamento?

O troveresti forse difficile
ricordarti il 'Bismillah' ad ogni pasto?

Ti alzeresti naturalmente all'ora della Salat,
senza accigliarti?
E salteresti tranquillamente giù dal letto,
per pregare in tempo, al Fajr?
Canteresti le canzoncine che canti di solito
e leggeresti i libri che di solito leggi?

E vorresti che egli (s) sapesse
di cosa si nutrono la tua mente e il tuo spirito?

Porteresti tranquillamente il Profeta (s) con te,
dovunque vai di solito?
O, forse, dovresti cambiare programma,
almeno per un giorno o due?

Ti farebbe piacere presentargli
i tuoi migliori amici?
O ti augureresti che stessero lontani
dalla tua casa
fino alla sua partenza?

Saresti veramente felice
se egli (s) rimanesse con te per sempre?

O… Forse ti sentiresti sollevato
alla sua partenza?…

Sarebbe proprio interessante sapere
che cosa faresti
se il Profeta Muhammad (s),
in persona,
venisse a passare qualche giorno da te…  

postato da: Humayra alle ore 21:37 | link |
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sabato, 10 dicembre 2005

 

strength

Quando cerchiamo la forza in noi stessi, siamo deboli

Quando cerchiamo la forza in Allah, siamo invicibili

postato da: Humayra alle ore 18:44 | link |
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 LA FORMICA
Una meravigliosa creatura di ALLAH (SWT)

 
Questo particolare insetto dà il titolo alla XXVII^ Surah del Sublime Corano, dove è citata come 'segno' (Ayat) in un versetto (Ayat).

In questa Surah, viene narrata la storia del Profeta Sulayman (Salomone *), quando giunse alla Valle delle Formiche con le sue schiere di Jinn, uomini e uccelli. Dice Allah (SWT) nel Sublime Corano:

Quando giunsero alla valle delle formiche, una formica disse: "O formiche, rientrate nelle vostre dimore, che non vi schiaccino inavvertitamente Salomone e le sue truppe". (Corano XXVII. An-Naml, 18)

Gli Ahadith che parlano delle formiche sono numerosi. Ibn 'Abbas(r) riferì che il Profeta Muhammad (s) disse: "Non uccidete queste quattro creature: la formica, l'ape, l'upupa e la colomba".

 'AbdurRahman ibn 'Abdullah (r) riporta che il Profeta (s) scese in un avvallamento per un bisogno. Un uomo accese per sbaglio un fuoco in un formicaio. Il Profeta (s), vedendo questo, esclamò: "Chi ha fatto questo? Estinguilo! Estinguilo!".

Abu Hurayrah (r) riferì che uno dei Profeti di Allah (*) stava riposando all'ombra di un albero, quando una formica lo pizzicò. Allora il Profeta (*) si alzò per vendicarsi e, individuato un vasto gruppo di formiche, le uccise tutte. In quel momento sentì una voce: "Non era stata una formica soltanto a pizzicarti?".

In un hadith simile, riportato sempre da Abu Hurayra (r), il Profeta Muhammad (s) disse: "Un certo Profeta tra i molti Profeti (*) stava riposando all'ombra di un albero. Una formica lo pizzicò. Egli (*) ordinò che i suoi effetti personali venissero raccolti, e che il formicaio venisse immediatamente bruciato. Allah Ta'la allora gli rivelò: "Non era stata una formica soltanto a pizzicarti? E tu hai ordinato che un'intera nazione di formiche fosse distrutta, mentre erano impegnate nell'invocazione di Allah Ta'la? Non era una formica sola?".".

Abu Bakr Naji riporta che il Profeta Sulayman (*) una volta uscì in cerca di acqua. Vide una formica e, alzate le braccia al cielo, pregò: "Oh Allah, noi non siamo  altro  che tue creature, non siamo indipendenti dalla nostra sete. Tu puoi rinfrescarci e sfamarci, oppure ucciderci e distruggerci".

 Lo stile di vita delle formiche

In tempi recenti, la ricerca scientifica ci ha permesso di scoprire molti particolari dello stile di vita delle formiche, che prima ci erano sconosciuti.

Abbiamo scoperto che tra gli stili di vita di tutti gli animali e di tutti gli insetti, quello della formica è il più somigliante al nostro.

E' stato osservato che le formiche hanno i seguenti comportamenti:

1-       Seppelliscono i loro morti in una maniera simile a quella utilizzata dagli esseri umani;

2-       Hanno un sofisticato sistema di divisione del lavoro;

3-       Quando si incontrano, 'chiacchierano' tra loro;

4-       Hanno un avanzato metodo di comunicazione tra loro;

5-       Utilizzano un 'sistema di mercato' per i loro scambi 'commerciali';

6-       Immagazzinano provviste per l'inverno, e se il grano comincia a germogliare tagliano le radici. Se, invece, a causa della pioggia i chicchi si bagnano, le formiche li trasportano fuori dal formicaio e li fanno asciugare al sole, poi li riportano nei 'depositi'.

In passato, i cosiddetti 'razionalisti' probabilmente ridevano quando i Musulmani raccontavano loro la storia della formica che parlava alle sue compagne, nella Surah 'an-Naml': che formica era mai questa, che comunicava sofisticati messaggi?

Ma anche questo piccolo versetto del Sublime Corano è una 'prova' dataci da Allah (SWT), poiché è stato scoperto che, in effetti, le formiche si 'parlano' perfettamente!

Lo studioso C.P.Haskins nel suo libro 'Le Formiche nel loro mondo', scrive:

"In effetti le formiche sono piccole industrie chimiche che producono continuamente sostanze dette 'feromoni', che vengono utilizzate come linguaggio. Attraverso queste sostanze, le formiche si scambiano messaggi riguardanti la localizzazione del cibo o la presenza di un pericolo". 
 

 

postato da: Humayra alle ore 17:55 | link |
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La ZAKÂT, terzo pilastro dell'Islâm

Dice Allah l'Altissimo nel Sublime Corano:

Preleva sui loro beni un'elemosina tramite la quale li purifichi e li mondi e prega per loro… (Corano IX. At-Tawba (Il Pentimento), 103)

 

La parola ZAKAT significa in arabo purificazione, deriva dal verbo "zakka" che significa: purificare, aumentare. La si traduce sovente, in italiano, con le parole "elemosina legale".

E' un obbligo per ciascun Musulmano pubere (adulto) che ne abbia i mezzi: colui che assolve al dovere di versarla riceverà una grande ricompensa da parte di Allah (SWT), ma colui che trascura questo obbligo dovrà renderne conto dinanzi al suo Signore (SWT).

Una persona che abbia conservato una sufficientemente grande somma di denaro per un periodo pari ad un anno deve pagare su questa somma la zakat (il 2,5% della somma economizzata). Esistono altri beni, oltre al denaro contante, che sono sottoposti alla zakat: il bestiame, l'oro, l'argento, i prodotti agricoli, ecc. Il minimo richiesto per pagare l'imposta si chiama NISÂB.

La zakat è destinata a diverse categorie di persone: i poveri, i nuovi convertiti, per la liberazione degli schiavi, degli indebitati; per i raccoglitori della zakat stessa, per i viaggiatori…

I suoi benefici sono immensi per la Comunità (Ummah) e il Musulmano. Prima di tutto, essa è un atto di adorazione, dunque avvicina ad Allah (SWT). Protegge le ricchezze contro il male che esse potrebbero comportare. Ma è anche un mezzo per lottare contro l'avarizia e l'accumulazione di denaro: chi è molto ricco non può conservare tutto per se stesso. Il Musulmano impara a non dimenticare i suoi simili e a non essere egoista. La zakat aiuta i poveri e i più bisognosi, e rafforza la solidarietà e la fraternità tra Musulmani.

 

 

 

 

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SEI CAPACE DI DONARE?

L'Islam incoraggia LA GENEROSITÀ. Il Musulmano non deve spendere il suo denaro tutto per sé, una parte deve essere impiegata per gli altri, poiché È STATO ALLAH (SWT) CHE GLI HA ACCORDATO LA SUA RICCHEZZA. Donare agli altri ciò che si ama di più ci avvicina ad Allah (SWT) e cancella i nostri peccati.

Vi sono tuttavia delle regole da seguire per ricevere la ricompensa di Allah (SWT):

1)       avere l'intenzione (niyya) di farlo per Allah (SWT), e non perché gli altri dicano che siamo generosi;

2)       donare le cose che amiamo, poiché è troppo facile regalare ciò che non vogliamo più o che è rotto e non serve a nulla…

3)       non aspettarsi dei ringraziamenti (anche se, certamente, bisogna ringraziare chi ti regala qualcosa!), o altre cose in cambio

4)       non ricordare alla persona che le abbiamo regalato la tale o la tale cosa.

La generosità conduce al successo, dunque è importante imparare ad essere generosi il più presto possibile.

Non dimenticare che Allah (SWT) dice nel Sublime Corano:

Shaytan vi minaccia di povertà e vi ordina l'avarizia, mentre Allah vi promette il perdono e la grazia. Allah è immenso, sapiente. (Corano II. Al-Baqara, 268)

Shaytan ci fa paura con la povertà per impedirci di essere generosi con i nostri beni!!!

postato da: Humayra alle ore 15:39 | link |
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"!IL RAGNO DELLA CAVERNA!"

! Sono il ragno della caverna…

Io ho avuto una parte modesta ma importante nell'Hijrah, l'Emigrazione del Profeta Muhammad (SallaAllahu 'alyhi waSallam) da Makkah a Madinah…

Sono uno dei piccoli soldati che hanno contribuito a proteggere il Messaggero di Allah (s) e il suo Compagno (r) durante l'Hijrah…

 

 

Prima dell'Hijrah, vivevo in una caverna fuori da Makkah, la caverna di Thawr, poi ricevetti l'ordine divino di abbandonare la caverna… Uscii velocemente, obbedendo all'ordine del mio Signore… Ricevetti da Allah (SubhanaHu waTa'ala) l'ordine di costruire la mia ragnatela all'entrata della caverna…

" Vidi il Profeta (s) e il suo Compagno venire verso l'entrata della caverna; erano diretti a Madinah, ma i miscredenti li cercavano per ucciderli… Il Profeta (s) e Abu Bakr (r) si dovevano nascondere per qualche giorno, finché non si fossero fermate le ricerche dei kuffar…

Abu Bakr (r) disse al Profeta Muhammad (s): "Se qualcuno di loro guardasse sotto i suoi piedi ci vedrebbe…", ma il Messaggero di Allah (s) gli rispose: "Non ti affliggere, Allah (SWT) è con noi".

I miscredenti stavano per entrare nella caverna, ma mi videro !, e videro la mia ragnatela " all'ingresso, e uno di loro gridò ai suoi compagni, che erano in guardia, pronti per entrare e uccidere il Profeta (s): "Non vedete questo ragno??? Non vedete la sua ragnatela all'ingresso della caverna? Come potrebbe una persona entrare senza rompere la ragnatela?…". Al che gli altri miscredenti guardarono sorpresi ed esclamarono: "Hai ragione: Muhammad non può essere entrato qui senza rompere la ragnatela". E il capo dei kuffar disse: "Allora andiamocene a cercare Muhammad in un altro posto".

E quando i miscredenti se ne andarono io fui molto felice…

Ero felice perché Allah (SWT) aveva accecato i loro occhi e i loro cuori alla vista del Profeta (s) e del suo Compagno (r)…Ero contento che Allah (SWT) avesse scelto me, un piccolo ragnetto, perché costruissi la mia ragnatela, in modo da far allontanare i kuffar.

Il Messaggero di Allah (s) e Abu Bakr (r) rimasero nella caverna per tre giorni, durante i quali Asma' bint Abi Bakr (r) portava loro da mangiare, mentre i miscredenti continuavano a cercarli.

Il quarto giorno, i Quraysh abbandonarono le ricerche, e il Profeta (s) e il suo Compagno (r) uscirono per continuare l'Hijrah verso Madinah.

E io fui triste per la separazione, perché quei tre giorni erano stati i più felici della mia vita…

La storia della caverna è narrata da Allah (SWT) nel Sublime Corano:

Se voi non lo aiutate Allah lo ha già soccorso il giorno in cui i miscredenti l'avevano bandito, lui, il secondo di due, quando erano nella caverna e diceva al suo compagno: "Non ti affliggere, Allah è con noi". Poi, Allah fece scendere su di lui la presenza di pace (sakîna), lo sostenne con truppe che voi non vedeste, e rese infima la parola dei miscredenti, mentre la parola di Allah è la più alta. Allah è eccelso, saggio. (Corano IX. At-Tawba, 40)

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Nella ragnatela sono celati miracoli molto importanti. Il filo, il cui diametro è inferiore a un millesimo di millimetro, è 5 volte più resistente di un filo d'acciaio dello stesso spessore. Esso ha anche la caratteristica di essere estremamente leggero. Un filo di lunghezza pari a quella necessaria a attorniare tutta la terra peserebbe soltanto 320 grammi.

 

L'acciaio, una sostanza specificamente prodotta dall'industria, è uno dei materiali più forti fabbricati dall'uomo. Nondimeno, il ragno può produrre nel suo corpo un filo ancor più solido dell'acciaio servendosi della sua conoscenza e tecnologia. Di che conoscenza e tecnologia si serve il ragno per produrre la sua tela?

Tutti i mezzi tecnici e tecnologici a disposizione dell'uomo restano indietro rispetto a quelli del ragno.   

Ovviamente, questa capacità è conferita al ragno dal suo Creatore, ALLAH L'ONNIPOTENTE!!!

(dal libro: "L'inganno dell'evoluzione" di Harun Yahya)

postato da: Humayra alle ore 15:07 | link |
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TRE DATTERI

'Aisha (r), la moglie del Profeta (s), era una persona molto ospitale, e passava ore felici in compagnia delle altre Musulmane.

Una volta una donna venne a farle visita, portando con sé le sue due figlie. 'Aisha (r) l'accolse calorosamente, e molto presto le due donne furono prese dalla conversazione.

Però, 'Aisha (r) si trovava di fronte ad una difficoltà. Voleva intrattenere la sua ospite, ma, allo stesso tempo, le cose non andavano molto bene a Madinah.

La gente spesso soffriva la fame, e anche nella casa del Profeta (s) non si era acceso il fuoco per giorni di fila. Era difficile trovare il cibo più semplice, e perfino i datteri scarseggiavano.

'Aisha (r) decise che si sarebbe messa a cercare in casa, nella speranza di riuscire a trovare qualcosa da offrire alla sua ospite.

La stanza in cui aveva dato il benvenuto alla sua ospite era così piccola che quando 'Aisha (r) si alzò la sua testa toccò il soffitto.

Non ci volle molto ad 'Aisha (r) per cercare, e subito si accorse che non aveva molto da offrire alla sua ospite. Alla fine era riuscita a trovare tre datteri, e 'Aisha (r) li diede alla donna, che la guardò con molta gratitudine.

Diede un dattero a ciascuna delle sue figlie e le bambine li afferrarono avidamente. Erano molto affamate, poiché non avevano mangiato a sufficienza per diversi giorni.

La madre prese il dattero rimasto per sé, ma non lo mangiò, invece lo tenne in mano mentre continuava a parlare con 'Aisha (r).

Poiché avevano fame, le due bambine ingoiarono i loro datteri i fretta. Quando finirono, cominciarono a guardare il dattero rimasto, quello che la loro madre teneva in mano.

La madre le vide con la coda dell'occhio e sorrise. Sapeva esattamente cosa esse volessero e cosa lei doveva fare. Così divise l'ultimo dattero in due pezzi e ne diede metà ad ogni bambina.

'Aisha (r) si commosse molto per il grande amore e sacrificio dimostrato da questa madre, e non appena il Profeta (s) ritornò a casa, gli raccontò l'accaduto. "In verità" disse il Messaggero di Allah (s) "questa donna entrerà in Paradiso per l'amore e la gentilezza che ha dimostrato per le sue bambine. Allah (SWT) mostrerà a lei la Sua compassione, poiché lei ha mostrato compassione verso di loro". 

postato da: Humayra alle ore 14:43 | link |
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 FIGLIO E FIGLIA

Un giorno, un uomo entrò in Moschea e si avvicinò al Profeta Muhammad (s). Si sedette di fronte a lui e cominciò a parlare.

Dopo un po' due dei suoi figli, un maschio e una femmina, lo seguirono in Moschea. Il maschio arrivò per primo e ricevette un affettuoso bacio da suo padre. Poi il padre si mise il bambino sulle ginocchia e continuò a parlare con il Profeta (s). Dopo un po' arrivò anche la figlia di quest'uomo, ma quando si avvicinò a suo padre, egli non la baciò e non la prese in braccio, come aveva fatto con suo fratello. Invece, le fece cenno di sedersi di fronte a lui, ed andò avanti a parlare.

Il Profeta (s) era molto preoccupato, dopo aver visto questa scena: "Perché non tratti allo stesso modo questi due bambini?" chiese all'uomo, "Perché non hai baciato tua figlia come hai fatto con tuo figlio, e non hai lasciato che anche lei si sedesse sulle tue ginocchia?".

L'uomo si vergognò quando sentì che il Profeta (s) gli rivolgeva queste parole. Capì di non aver agito giustamente nei confronti dei suoi figli.

"Figli e figlie sono entrambi doni di Allah (SWT)" gli ricordò il Profeta (s) "entrambi sono dei grandi doni, e quindi devono essere trattati allo stesso modo".

postato da: Humayra alle ore 13:16 | link |
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 ASSALAMU 'ALAYKUM
waRAHMATULLAHI TA'ALA waBARAKATUHU!!!

cari bambini, vi segnaliamo un BELLISSIMO MASHAALLAH

sito islamico per bambini...
RUKN AL-ATFÂL (clicca qui!)


...per imparare il Corano, conoscere le storie dei Profeti (pace su tutti loro!)...
... CARTONI ANIMATI islamici, an-Nashîd (canzoncine islamiche)...

Che Allah l'Altissimo ci guidi tutti alla Conoscenza della Sua Religione! amin!

postato da: Humayra alle ore 10:22 | link |
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giovedì, 08 dicembre 2005


LA STORIA DELLA MERCE CHE RITORNA AL MITTENTE:
CIVILTÀ A CONFRONTO
a cura del dott. OMAR AL-ASHKAR  

Un visitatore europeo chiese al direttore di una scuola araba di visitare una delle classi. Quando il direttore consultò gli insegnanti, un insegnante di studi islamici si offrì di fare da guida all'europeo. Egli scelse di mostrare al visitatore una lezione pratica su come si compie la preghiera islamica.

Quando il direttore chiese all'insegnante perché avesse scelto proprio quella lezione, l'insegnante rispose: «Si fa un errore molto grave quando si fa vedere a questi visitatori europei le nostre nuove tecniche nelle scienze, nella storia, nelle lettere e nelle arti…, perché quello che possediamo in questi campi non regge il confronto con ciò che essi hanno realizzato e così possono pensare che quello che hanno loro sia superiore a ciò che possediamo noi.

Invece, se mostriamo loro il nostro Islam, i suoi insegnamenti, le sue regole di condotta, e le sue virtù, vedranno qualcosa che non conoscevano affatto.

E proprio questo potrebbe essere il barlume di luce che può toccare i loro cuori e ricondurli alla Retta Via.

Lo stesso errore viene commesso dalle autorità del mondo arabo quando compiono tutti i loro sforzi per mostrare ai visitatori i grandiosi progetti nei settori dell'edilizia, dell'industria e così via, per dimostrare la grandezza della loro civiltà, quasi volessero dire: "Vedete come siamo civili e progrediti!?".

Le autorità perdono così il loro tempo e dimenticano che abbiamo un'altra cosa che è veramente impareggiabile: essa è l'Islam nella sua perfezione, l'Islam come istituzione, nella sua purezza e giustizia. Ecco che descrivendo l'Islam essi avrebbero descritto la vera civiltà che può finalmente stabilire i valori dell'anima e portare la vera felicità e la pace al genere umano».

Si dice che un Musulmano orientale avesse speso una fortuna per copiare un libro di letteratura compilato da un autore andaluso (spagnolo). Ma quando finalmente ebbe il libro scoprì che l'argomento era "La letteratura orientale" e non "spagnola" come si aspettava di leggere. Allora si sentì molto frustrato e disse: «Ecco la merce che ritorna al mittente!», e con ciò voleva dire: l'autore ci parla in questo libro della nostra cultura, che noi abbiamo già!  

 

postato da: Humayra alle ore 16:49 | link |
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Il Cammello,

una meravigliosa creatura di Allah (SWT)

di Harun Yahya

 


Non riflettono sui cammelli e su come sono stati creati, sul cielo e come è stato elevato, sulle montagne e come sono state infisse, sulla terra e come è stata distesa? Ammonisci dunque, ché tu altro non sei che un ammonitore…
(Corano LXXXVIII. Al-Ghashiya, 17-21)

Senza dubbio, tutte le creature indicano l'infinito potere e la scienza del Creatore (SWT) con le proprietà che possiedono. Tanti versetti del Sublime Corano precisano questa realtà e specificano che tutte le cose create sono prove e lezioni.

Il versetto 17 della Surah 'al-Ghashiya' si riferisce al cammello come ad una creatura sulla quale occorre riflettere e meditare per ricavarne una lezione.

La particolarità del cammello consiste nella struttura del suo corpo, resistente anche nelle condizioni più difficili, così forte da poter sopportare la fame e la sete per molti giorni e da poter trasportare il carico di centinaia di chili. Come vedremo poi dettagliatamente, il cammello è stato creato specialmente per gli ambienti aridi ed è stato sottomesso al servizio dell'uomo. Questa è, per chi riflette, una prova della Creazione. Dice Allah (SWT):

In verità nell'alternarsi del giorno e della notte e in ciò che Allah ha creato nei cieli e sulla terra, ci sono segni per genti che (Lo) temono. (Corano X. Yunus, 6)

 LA RESISTENZA STRAORDINARIA
CONTRO LA FAME E LA SETE

Il cammello può sopravvivere 8 giorni senza mangiare né bere ad una temperatura di 50° C, perdendo il 22% del suo peso totale. L'uomo muore se perde il 12% del liquido che possiede nel corpo, invece il cammello continua a vivere anche se ne perde il 40%. Una delle cause di questa resistenza è il fatto che il cammello può aumentare la propria temperatura corporea fino a 41°C, così la sudorazione durante il giorno è minima. Durante le fredde notti del deserto, la temperatura corporea del cammello diminuisce invece fino a 30°C.

 IL CONSUMATORE PERFETTO D'ACQUA

Il cammello beve una quantità d'acqua pari a circa 1/3 del suo peso totale (circa 130 litri) in soli 10 minuti. Inoltre, la mucosa del cammello ricopre un'area corporea 100 volte più grande, in proporzione, rispetto al corpo umano. A causa delle pieghe di questa grande mucosa, il cammello può conservare il 66% dell'umidità che si trova nell'aria.

 L'USO MASSIMO DI CIBO E ACQUA

Gran parte degli animali muoiono a causa di intossicazione quando l'urea si mescola col sangue. Invece il cammello utilizza al livello massimo il cibo e l'acqua, filtrando l'urea tante volte col fegato. La struttura del sangue e delle cellule del cammello sono state create in modo da permettergli una lunga resistenza nelle condizioni estreme del deserto. La parete della cellula è costruita in modo tale da impedire la perdita dell'acqua, mentre la combinazione del sangue non permette un rallentamento della circolazione, anche nel caso di un livello dell'acqua minimo. L'albumina, un enzima che aumenta la resistenza contro la sete, si trova in quantità maggiore rispetto agli altri animali.

Un altro sostegno del cammello è la sua gobba, dove viene depositato grasso corrispondente a circa 1/5 del peso totale. Il deposito del grasso in un unico punto, impedisce al corpo di perdere acqua (fenomeno, questo, legato ai grassi) in tutto il corpo, e ciò serve a risparmiare acqua.

Il cammello con una gobba (dromedario) in condizioni normali può consumare 30-50 kg di foraggio, ma in condizioni difficili può sopravvivere per un mese mangiando solo 2 kg di foraggio. La struttura della bocca e delle labbra permettono di masticare facilmente anche spine in grado di bucare la suola delle scarpe, e lo stomaco può digerire qualsiasi oggetto, compresa la gomma, grazie alla sua forma particolare 'a quattro facce'. Ciò è molto utile nei luoghi aridi.

 PRECAUZIONE CONTRO
TROMBE D'ARIA E TEMPESTE

Le palpebre del cammello formano due linee e si chiudono come una trappola, proteggendo l'animale dalle tempeste di sabbia. Anche le narici possiedono due veri e propri 'coperchi' che impediscono l'entrata della sabbia.

 PRECAUZIONE CONTRO
GLI SBALZI DI TEMPERATURA

I fitti peli che ricoprono il corpo del cammello, tengono lontani i raggi del sole, proteggendo la pelle dal caldo, e lo riscaldano quando la temperatura si abbassa. Il cammello del deserto non sente l'effetto di una temperatura di 70°C; il cammello con due gobbe può resistere ad una temperatura notturna di -52°C, e in altopiani alti 4.000 metri.

 
PRECAUZIONE CONTRO
LA SABBIA ROVENTE

Le zampe del cammello sono estremamente grandi in proporzione agli arti. Grazie alla loro forma, le zampe non affondano quando l'animale cammina sulla sabbia, e la spessa pelle della pianta non fa sentire l'effetto rovente della sabbia.

Adesso dobbiamo pensarci un po': come ha fatto il cammello a preparare il suo corpo per il deserto? Come ha progettato la mucosa, la gobba dorsale? Come ha costruito la struttura degli occhi e delle narici sotto le tempeste? Il cammello, da solo, come avrebbe potuto organizzare il suo sangue e le sue cellule in modo da "risparmiare acqua"? Come ha scelto il tessuto dei peli? Come ha fatto di sé la "nave del deserto"?

Così come tutte le altre creature, il cammello, da solo, ovviamente non sarebbe mai stato capace di fare nemmeno una di queste cose. Ma Allah (SWT) ci parla dell'esistenza di questo animale meraviglioso:

Non riflettono sui cammelli e su come sono stati creati…?  (Corano LXXXVIII. Al-Ghashiya, 17)

Il cammello non è altro che uno dei segni del Creatore che dimostra il Suo Potere e la Sua Scienza.

Con queste particolarità il cammello è al servizio dell'uomo, e il compito dell'uomo è di vedere e riflettere su questi miracoli della Creazione e conoscere il Creatore di tutti gli esseri…

Non vedete come Allah vi ha sottomesso quel che è nei cieli e sulla terra e ha diffuso su di voi i Suoi favori, palesi e nascosti? Ciononostante vi è qualcuno tra gli uomini che polemizza a proposito di Allah senza avere né scienza né guida né un Libro luminoso. (Corano XXXI. Luqman, 20)

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postato da: Humayra alle ore 16:37 | link |
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