Il Mujahidino (Fajr al-Islâm...)

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo... "O figlio mio, assolvi all'orazione, raccomanda le buone consuetudini e proibisci il biasimevole e sopporta con pazienza quello che ti succede: questo il comportamento da tenere in ogni impresa..." (Corano XXXI. Luqmân, 17)

السلام عليكم

Utente: Humayra
Questo sito è dedicato alla Ummah di domani: per tutte le bambine e i bambini musulmani. A cura di Umm Yahya 'Aisha Farina (e-mail: ummusama@hotmail.it)

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InshaAllah invitiamo tutte le sorelle e i fratelli a stampare, fotocopiare e diffondere in qualsiasi modo i testi qui pubblicati, ivi compresa la traduzione in altre lingue, a condizione di non modificare il senso degli scritti e di citare l'autore, jazakumullahukhayran.
venerdì, 27 gennaio 2006

QUANTO IL PROFETA (sallAllahu 'alayhi waSallam)
AMAVA I SUOI NIPOTINI



Non ti abbiamo inviato (oh Muhammad) se non come una Misericordia per i mondi... (Corano XXI. Al-Anbiyâ', 107)

 

Quando il Profeta Muhammad (s) entrava nella moschea per pregare, naturalmente tutti guardavano nella sua direzione.
Un giorno, i suoi Sahaba (r) videro una scena incantevole.
Il Profeta (s) arrivò con una piccola bambina seduta sulle sue spalle. La bambina era Amama, figlia di Zaynab (r), la figlia più grande del Profeta (s).
Il Profeta (s) guidò la preghiera nella moschea con Amama ancora seduta sulle sue spalle. Solo nell'inchino e nella prosternazione durante la preghiera, egli la prese con gentilezza e la posò per terra.
Poi, quando il Messaggero di Allah (s) si rialzò, prese di nuovo la bambina e se la rimise sulle spalle.
La piccola Amama non era l'unica nipotina che il Profeta (s) portava in questo modo in moschea. Un giorno, il Profeta (s) entrò con Hasan (r) su una spalla e Husayn (r) sull'altra.
Mentre passava accanto ai suoi Sahaba (r), il Profeta (s) baciò prima un bambino, poi l'altro, poi ancora il primo. I Compagni (r) erano affascinati da questa scena felice. "Devi amare molto questi due bambini!" dissero al Profeta (s) pieni di meraviglia e di ammirazione. Il Profeta (s) sorrise amorevolmente ai bambini: "Oh sì, è vero! E chiunque ami loro ama me!"
Era presente un uomo, invece, che guardò il Profeta (s) che abbracciava i suoi nipotini sentendosi a disagio.
"Io che ho dieci figli" disse l'uomo, che si chiamava Aqra' bin Habis "ma non li ho mai baciati", e sospirò dicendo questo, perché aveva capito che si era negato una grande gioia della vita.
"Amore e compassione vanno insieme" disse il Profeta (s) "ed Allah (SWT) non ha compassione di coloro che non sono compassionevoli con gli altri".
Hasan (r) e Husayn (r) erano i figli di 'Ali (r) e della figlia più giovane del Profeta (s), Fatima (r). Il Profeta (s) li amava entrambi teneramente, e loro gli davano molta gioia.
Egli amava giocare con loro e spesso li baciava per dimostrare il suo amore per loro.
Il Profeta (s) qualche volta stava in piedi con le gambe un po' aperte, e i due bambini si divertivano molto a passargli in mezzo. A loro piaceva anche saltare sulle sue ginocchia e sedersi lì per farsi dare baci e abbracci. Il Profeta (s) lasciava persino che i due bambini gli si arrampicassero sulla schiena mentre era inginocchiato a pregare, e affinché potessero rimanerci senza essere disturbati, rimaneva a lungo in prosternazione.
A volte, essendo molto piccoli, facevano pipì sui suoi vestiti, ma il Profeta (s) non li sgridava mai; invece, semplicemente, versava dell'acqua pulita sulla sua tunica.
Hasan (r) e Husayn (r) spesso andavano alla moschea per vedere il loro amato nonno.
Una volta arrivarono vestiti di rosso brillante. Allora il Profeta (s) interruppe il suo discorso con la gente e prese i due bambini per mano, dicendo:
"Allah (SWT) ha detto: "I vostri figli saranno per voi una tentazione". Cari piccoli, è per voi che un uomo può dimenticare i suoi doveri. Voi siete il profumo di Allah (SWT)".

postato da: Humayra alle ore 22:43 | link |
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venerdì, 20 gennaio 2006

Il digiuno nella natura

Il digiuno è praticato non soltanto dagli uomini, ma da tutta la natura, e ciò dimostra che esso non indebolisce il corpo, ma lo ringiovanisce e gli dona forza.

Non vediamo forse alcune piante che diventano "malate" d'inverno, perdendo completamente le foglie? Noi smettiamo di innaffiarle, concedendo dunque loro un periodo di riposo, di digiuno… Ma quando viene la primavera, queste piante rompono il digiuno, e cominciano a spuntare foglie e fiori…

 

 

 

 

Ciò avviene anche per le bestie: quando la neve ricopre la terra, alcuni animali non trovano più nulla da mangiare, e passano i lunghi mesi freddi nelle grotte, ibernati, senza mangiare né bere. Ma quando, verso primavera, rompono il digiuno, la loro pelliccia o il loro piumaggio si rinnovano in maniera straordinaria, ed eccoli come nuovi!…

In breve, se consideriamo il digiuno dei Musulmani, esso assomiglia alla maniera in cui digiunano le altre creature, in tutto il mondo…

dal libro: "Perché digiunare?" di M. Hamidullah

 

 

 

Il neige deja ?  mais j'ai encore faim !

 

La marmotta si ritira nella tana, sottoterra, per ibernare. Durante tutto l'inverno, non mangia nulla e sopravvive grazie alle riserve di grasso che ha accumulato durante l'estate. La sua temperatura diminuisce di una trentina di gradi. La marmotta si arrotola su se stessa per conservare meglio il proprio calore. Il suo cuore batte molto lentamente, e la respirazione diventa appena percettibile.

L'albero d'inverno perde le foglie per meglio resistere al freddo. D'inverno, infatti, diventa impossibile pompare dal terreno gelato tutta l'acqua necessaria. Inoltre, le foglie lasciano evaporare una grande quantità d'acqua. Dunque, perdendo le foglie, si economizzerà l'acqua.

postato da: Humayra alle ore 00:12 | link |
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sabato, 14 gennaio 2006

IL PASTORELLO BUGIARDO

"O voi che credete, temete Allah e state con i sinceri" (Corano IX. At-Tawba, 119)

 

 

 

In un piccolo villaggio, abitava un bambino che faceva il pastorello. Si alzava molto presto, ogni mattina, per condurre il gregge al pascolo in alta montagna. Faceva la guardia ai suoi montoni, pecore e capre per tutta la giornata, fino al momento del tramonto del sole, ora in cui riconduceva il gregge al villaggio.

 

I giorni passavano, e si somigliavano tutti.

Un giorno, mentre giocava col suo bastone dinanzi ad un piccolo ruscello, sotto un albero, per proteggersi dal sole, gli venne in mente un'idea: "Per passare il tempo e divertirmi, bisogna che inventi una burla che attiri l'attenzione di tutta la gente del villaggio". Così, correndo verso il villaggio, si mise a gridare: "Aiuto aiuto! Correte tutti! Il lupo attacca i nostri montoni!!"

Gli abitanti del villaggio, presi dal panico e preoccupati all'idea di perdere tutti i loro animali, si precipitarono senza riflettere dietro al pastorello. Tutti quanti, muniti di asce e bastoni, si inerpicarono sulla montagna con la ferma intenzione di proteggere il gregge dal lupo vorace.

 

 

 

Una volta giunti al luogo in cui si trovavano le bestie, cercarono dappertutto il lupo, che però sembrava sparito! D'altra parte, nessuna pecora mancava, e nessuna sembrava ferita. Credendo che il lupo fosse fuggito sentendoli arrivare, ridiscesero verso il villaggio, rassicurati riguardo alla minaccia che non pesava più sulle loro pecore...

 

 

 

 

Il pastorello bugiardo, ridendo tra sé e sé, pensava: "Non posso credere che tutta questa gente abbia creduto con tanta convinzione al mio scherzo!..."

 

 

 

Il giorno dopo, di nuovo accanto al gregge, pensò: "Perché non ripetere la burla di ieri, per passare un'altra giornata divertente?..."

E così, si diresse un'altra volta verso le case dei suoi compaesani, urlando a squarciagola: "Al lupo! Al lupo!"

Gli abitanti accorsero per venirgli in aiuto, come avevano già fatto la vigilia, con in mano bastoni e ogni altro oggetto che potesse servire a difendere le pecore dal lupo.

Ma una volta giunti al luogo in cui si trovava il gregge, tutto era tranquillo, niente all'orizzonte che potesse inquietare una bestia... Una volta assicuratisi che il gregge era al completo, gli abitanti del villaggio tornarono a casa...

La stessa scena si ripeté il terzo e il quarto giorno... Finché i suoi compaesani si resero conto che il pastorello li prendeva in giro...

 

 

 

 

 

Il quinto giorno, una sorpresa aspettava il piccolo pastore... Una sorpresa imprevedibile, che né lui né la gente del villaggio si sarebbero mai aspettati!

Questa volta, un lupo vero giunse improvvisamente nei pressi del gregge... Il pastorello, tremante di paura, corse velocemente verso il villaggio, urlando terrorizzato: "Aiuto! Aiuto! Al lupo! Al lupoooo!"

Giunto presso le case, fermò i passanti invocando: "Aiutatemi! Ho sentito il lupo avvicinarsi alle pecore!"

Giurò con tutte le sue forze che stava dicendo la verità, ma la sola risposta fu... la completa indifferenza!

Malgrado le suppliche e le lacrime, nessuno, al villaggio, gli credette… Dopo essersi preso tanto gioco di loro, come avrebbe potuto essere altrimenti?

Desolato e già pieno di rimorsi, ritornò da solo verso il gregge, o meglio verso quel che ne restava...

Che triste spettacolo! All'ombra del crepuscolo, dinanzi al piccolo ruscello e alla palma, le pecore erano tutte morte.

Il pastorello comprese che non aveva raccolto altro che il frutto della sua menzogna... Nessuno, al villaggio, gli avrebbe mai più creduto.

Si ricordò, allora, di un versetto del Sublime Corano che gli ripeteva sempre il suo papà:

"O voi che credete, temete Allah e state con i sinceri" (Corano IX. At-Tawba, 119)

Promise di non mentire mai più. Gli venne in mente un'altra invocazione:

"Signore, ho fatto torto a me stesso, perdonami!" (Corano  XXVIII. Al-Qasas, 16)

Il pastorello fu stupito, quella sera, osservando i colori brillanti del tramonto del sole. Erano ancora più vivi del sangue rosso del gregge sacrificato... 
 

postato da: Humayra alle ore 17:42 | link |
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mercoledì, 11 gennaio 2006

ALLAH (Gloria a Lui, l'Altissimo) CONOSCE OGNI COSA

Il signor Hasan aveva tre figli: Farûq, 'Abdullah e Qâsim. Li amava molto. Voleva vederli crescere come dei buoni Musulmani. Anche lui era un buon Musulmano. Faceva del suo meglio per obbedire a tutti i comandamenti di Allah (SubhânaHu waTa'âla).
Un giorno, il signor Hasan pensò che doveva mettere alla prova i suoi bambini. Diede a ciascuno di loro qualche caramella e disse: "Mangiate queste caramelle in un posto dove nessuno possa vedervi, e quando avrete finito tornate da me".
Farûq prese le sue caramelle e si nascose in camera sua. Chiuse la porta e mangiò le caramelle, pensando che nessuno lo potesse vedere.
'Abdullah si diresse verso la cantina di casa, dove era sicuro di non trovare nessuno. Mangiò le caramelle nel buio della cantina. Qâsim pensò a lungo ad un posto dove avrebbe potuto mangiare le caramelle senza che nessuno potesse vederlo. Ma non trovò un posto così: ogni volta che pensava ad un luogo, si ricordava che Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo) poteva vederlo. Così, non mangiò le caramelle.
Farûq e 'Abdullah ritornarono e raccontarono al papà cosa avevano fatto. Anche Qâsim tornò, gli restituì le caramelle e disse: "Non c'è nessun posto in cui Allah non sappia cosa succede, perciò non ho mangiato le caramelle".
Il signor Hasan fu molto soddisfatto di Qâsim. Disse a Farûq e 'Abdullah di imparare qualcosa dal comportamento del loro fratellino Qâsim. Aggiunse: "Miei cari bambini, ricordatevi sempre che Allah (SubhânaHu waTa'âla) sa tutto e vede tutto. Egli è sempre con noi. Dunque, non dobbiamo compiere nessuna cattiva azione, neanche di nascosto".

(questa storia è tratta dalla rivista indiana "The Little Star", La Piccola Stella)

Sappi, bambino mio,
che Allah è Unico;
Egli non ha associati,
né figli.
E' sempre con te.
Dovunque tu sia,
Egli è là, presente...

postato da: Humayra alle ore 17:29 | link |
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lunedì, 09 gennaio 2006

 AID MUBARAK!!!

Happy Adha Eid  عيد الأضحى المبارك

Cari bambini,
Assalamu 'alaykum waRahmatullah!

Domani inshaAllah sarà l' 'ÎD al-ADH (Festa del Sacrificio)...

Due mesi e mezzo dopo la Festa della Rottura del Digiuno ('Îd al-Fitr), i Musulmani di tutto il mondo celebrano l' 'Îd al-Adhâ, il 9 del mese di Dhu-l-Hijjah. Ogni famiglia Musulmana che ne abbia i mezzi deve sacrificare un montone dopo la preghiera dell' 'Îd.

Il Profeta Muhammad (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse: "L'uomo non compie un'azione più gradita ad Allah, il giorno dell' 'îd, che quella di offrire un sacrificio". Ma Allah (SubhanaHu waTa'ala) ama anche che i Musulmani siano generosi e felici il giorno dell' 'îd. E' un momento di gioia e di benessere. E' l'occasione per preparare dolci, fare regali ai parenti, andarli a trovare o invitarli.

In occasione dell' 'îd, il Musulmano deve pensare a coloro che, non avendo i mezzi, non possono celebrare la festa. Bisogna allora donare loro una parte della carne del montone, far loro dei regali e altro, secondo le proprie possibilità.
Naturalmente, dobbiamo ricordarci di ringraziare Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo) per tutti i Suoi benefici e per averci donato  questa festa, per riempirci di gioia. Alhamdulillah!

Un du'â particolare vada, come sempre, a tutti i piccoli Musulmani che vivono in Afghanistan, in Palestina, in Iraq, in Cecenia, nel Kashmir e in tutti gli altri Paesi in cui bambini come voi stanno soffrendo la fame, il freddo, la guerra... Preghiamo Allah, il Generosissimo, di soccorrerli e di concedere a loro e ai loro genitori la Pace ed ogni bene in questo mondo e nell'Altro, AMIN!

che Allah Ta'ala vi benedica, vi faccia crescere in Sapienza e vi conceda il khayr in questo dunya e nell'Akhira, insieme alle vostre famiglie, AMIN!

postato da: Humayra alle ore 09:40 | link |
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martedì, 03 gennaio 2006

LA SCUOLA DEL DIGIUNO

 

Il digiuno è una scuola per il Musulmano, che durante il mese di Ramadan impara a fare attenzione, più del solito, al suo comportamento in tutte le situazioni. Sta attento alle sue parole, ai suoi gesti, ai suoi comportamenti con le altre creature. Sviluppa il suo amore per Allah (SubhanaHu waTa'ala) moltiplicando le preghiere, la lettura del Sublime Corano e le invocazioni…

Durante il digiuno imparo:

1-     
Ad apprezzare quanto Allah (SWT) è stato Generoso con me, che mangio tutto l'anno. Il digiuno mi aiuta a ricordare di essere riconoscente verso il mio Signore, per tutto il cibo che mi ha donato.

2-      A vivere senza cibo per tutto il giorno. Questa è un'esperienza molto utile, poiché, se arrivasse un giorno in cui non avrò nulla da mangiare, avrò pazienza e aspetterò senza aver paura.

3-      A sentirmi vicino ai miei fratelli poveri, a tutti quei bambini Musulmani che non hanno nulla da mangiare, e arrivano a morire di fame.

4-      A rispettare la natura, senza sprecare.

5-      A ritrovare la gioia di mangiare insieme ai fratelli, poiché offrire il pasto della rottura del digiuno ad un Musulmano è un atto che viene ricompensato da Allah (SWT).

6-      A risparmiare il denaro per il cibo, donando poi questi soldi ai poveri… Certamente, non è "Sunnah" mangiare il doppio di notte!!!


PERCHE' IL MUSULMANO DIGIUNA DURANTE IL MESE DI RAMADAN?

 

PER OBBEDIRE AD ALLAH (SWT)!

PERCHE' IL MUSULMANO OBBEDISCE AD ALLAH (SWT)?

Un Musulmano obbedisce ad Allah (SWT) perché è ALLAH (SWT) Che l'ha creato e Che sa ciò che è bene per lui. Obbedisce perché si affida ad Allah (SWT), anche quando non è ancora in grado di capire per quale ragione Allah (SWT) gli ha proibito una cosa o l'altra. Il Musulmano sa che il suo sapere è limitato, mentre ALLAH (SWT) CONOSCE PERFETTAMENTE TUTTO CIO' CHE RIGUARDA L'ESSERE UMANO…

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Dice Allah l'Altissimo nel Sublime Corano:

 

E' nel mese di Ramadan che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione. Chi di voi ne testimoni (l'inizio) digiuni. E chiunque è malato o in viaggio assolva (in seguito) altrettanti giorni. Allah vi vuole facilitare e non procurarvi disagio, affinché completiate il numero dei giorni e proclamiate la grandezza di Allah Che vi ha guidato. Forse sarete riconoscenti! (Corano II. Al-Baqara, 185)

Durante il mese di Ramadan, i Musulmani (adulti) non mangiano e non bevono dall'alba (fajr) al tramonto (maghrib). I malati, i vecchietti, i viaggiatori, ecc. non digiunano. Chi sa che un giorno inshaAllah sarà più forte, ad esempio una mamma che abbia appena avuto un bambino, recupererà in seguito. Altrimenti, come nel caso del malato che non spera più di guarire, farà un'elemosina ai poveri.

Ma il digiunante non deve limitarsi a non mangiare. Deve cercare di fare meno peccati possibile, non deve mentire, non deve prendersi gioco degli altri e non deve litigare. Inoltre, non deve lamentarsi della fame e della sete.

 

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postato da: Humayra alle ore 21:00 | link |
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